poesia per la pace

“Ho dipinto la Pace” di Talil Sorek, la poesia-speranza per un futuro senza conflitti

Parlare di guerra significa urlare al bisogno di pace. Oggi riflettiamo su questo con una poesia molto emozionante.
“Ho dipinto la Pace” di Talil Sorek, la poesia-speranza per un futuro senza conflitti

Abbiamo bisogno di un dialogo sulla pace. È giusto, oggi come ogni giorno, ricordare quanto certe brutalità siano inaccettabili. Vivere tra il fuoco e la morte, come purtroppo molti paesi nel mondo ancora oggi fanno, è disumano. Ricordare, parlare, affrontare discorsi quali la guerra, i grandi conflitti geopolitici, il terrorismo, ecc, rende ancora più necessario un lavoro finalizzato alla pace.

Il bisogno di pace nel mondo

Un’utopia? Forse. Ma tra il 2017 e 2018, ben 200.000 vite umane hanno perso la vita ingiustamente a causa della guerra. Così ACLED (Armed Conflict Location & Event Data), che analizza e raccoglie dati inerenti tutti i conflitti attualmente in corso nel mondo, sottolinea l’importanza che queste giornate hanno per ricordare il fondamentale diritto alla vita che ognuno ha. 

Parlare di guerra significa urlare al bisogno di pace. Si può gridare il bisogno di pace con le “armi” della cultura, dell’arte, della poesia. Oggi riflettiamo su questo con una poesia molto emozionante. Talil Sorek è una giovane poetessa Israelina di appena 13 anni, diventata famosa in tutto il mondo con questa poesia evocativa sul senso della pace.

Ho dipinto la pace

Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

Stella Grillo

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