Sei qui: Home » Poesie » “Cercavo te nelle stelle”, la poesia d’amore di Primo Levi
La poesia

“Cercavo te nelle stelle”, la poesia d’amore di Primo Levi

Primo Levi scrisse la poesia “Cercavo te nelle stelle”, contenuta nella raccolta “Ad ora incerta”, l’11 febbraio del 1946

Primo Levi scrisse la poesia “Cercavo te nelle stelle”, contenuta nella raccolta “Ad ora incerta” nel febbraio del 1946. Questo componimento rappresenta una delle più alte e belle dediche d’amore di sempre.

“Cercavo te nelle stelle”

Cercavo te nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne,
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.
Perché mancavi, nelle lunghe sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
io uno sbaglio del mondo.
E quando, davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,
un uomo una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c’eri tu.

L’amore come salvezza

La poesia “Cercavo te nelle stelle” racchiude una potenza incredibile. Qui viene raccontata e lodata la forza dell’amore del poeta nei confronti di una donna di cui non è chiara l’identità. Ciò che è importante è il messaggio trasmesso in questi versi, un messaggio di speranza estrema e di salvezza, perché l’amore è in grado di salvare, è forse l’unica cosa al mondo in grado di salvare veramente qualcuno. Il pensiero di Primo Levi è stato ha fatto in modo che non si lasciasse andare davanti alla morte. estremamente bella e violenta nella sua chiarezza, “Cercavo te nelle stelle” è la dichiarazione di un amore più forte di tutto, capace di redimerci dal peccato che a volte pensiamo di essere.

 

Primo Levi

Primo Levi, scrittore e testimone delle deportazioni naziste, nonché sopravvissuto ai lager hitleriani, nasce il 31 luglio 1919 a Torino. Di origini ebraiche, ha descritto in alcuni suoi libri le pratiche e le tradizioni tipiche del suo. Studia al liceo classico e poi si laurea in Scienze. Il nazismo in Italia minaccia lui e la sua famiglia. Nel 1943 si rifugia sulle montagne sopra Aosta, unendosi ad altri partigiani, venendo però quasi subito catturato dalla milizia fascista. Un anno dopo viene internato nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente ad Auschwitz. Viene liberato il 27 gennaio 1945 in occasione dell’arrivo dei Russi al campo di Buna-Monowitz. Muore suicida l’11 aprile 1987.

Alice Turiani

© Riproduzione Riservata