La storia

Walter, la storia del clochard che legge i romanzi di Camilleri

Il commento di Camilleri, "Ecco a cosa serve la lettura, a far dimenticare il mondo che sta attorno, e a trasportarti in un’altra dimensione"
Walter, la storia del clochard che legge i romanzi di Camilleri

MILANO – “Storia del clochard che legge i romanzi di Camilleri”. Sembra il titolo di un libro, invece è la realtà. E’ questa la storia di Walter, 53 anni ex barista licenziato e separato e da tempo costretto a vivere in strada a Milano, a due passi dal Duomo. La sua foto mentre legge un libro di Andrea Camilleri è diventata virale nel web. A raccontare la sua storia sulle pagine di Repubblica la giornalista Zita Dazzi. Riprendiamo alcuni estratti dell’articolo.

 
“Il clochard di via San Pietro all’Orto ha il diploma di terza media, ma in strada ha scoperto la gioia di leggere. «Qualche tempo fa, ho trovato su un marciapiede un libro di Camilleri. Non lo conoscevo come autore. Anzi, prima di quel giorno non avevo mai letto un libro tutto intero. Ho cominciato a darci un’occhiata. La storia mi ha preso subito. E da allora non mi sono più fermato. Ne leggo almeno uno al giorno. Il tempo non mi manca ».

 

Si vede che al signor Walter non interessa farsi nuovi amici. Ma la sua immagine messa su Twitter con l’hashtag Camilleri, attira l’attenzione dell’agenzia letteraria che segue l’inventore della serie ambientata a Vigata e di mille altri successi. Il grande scrittore siciliano non segue certo Twitter, ma la sua agente gli parla di questo senza tetto che a Milano divora i suoi romanzi. Camilleri, che di pubblicità e di rumore attorno ne vorrebbe il meno possibile, sorride. Poi dice una frase. «Mi hanno raccontato di una foto che mostra un clochard che legge un mio romanzo. Spesso mi chiedono a cosa serve la letteratura. Ecco questo è un bellissimo esempio. Serve, almeno per un momento, a far dimenticare il mondo che sta attorno, e a trasportarti in un’altra dimensione».

 

A questo punto, l’uomo che legge sul marciapiede viene informato di quel che è successo nell’arco di un giorno. Sorride anche lui. Per un secondo mette giù il nuovo libro che ha iniziato: «Camilleri vuole regalare dei libri a me? — chiede sorpreso — Mi sembra una bellissima cosa. Ma è vero? Proprio a me? si stupisce – Il problema è che io non ho casa, quindi leggo volentieri. Ma quando ho finito, li devo lasciare in giro. Non ho certo posto per tenerli. Ma così almeno, qualcun altro avrà lo stesso piacere che ho avuto io».”

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