Salvo Spiteri (Modus Vivendi), “Ecco perché la mia libreria non venderà il libro di Salvo Riina”

Il titolare della Libreria Modus Vivendi di Palermo ci spiega perché la sua ha deciso di prendere le distanze dal libro di Salvo Riina
Salvo Spiteri (Modus Vivendi), “Ecco perché la mia libreria non venderà il libro di Salvo Riina”

MILANO – Un tentativo grossolano di riabilitare la figura di Totò Riina attraverso l’emotività ed i valori della famiglia. E’ questa la definizione che Salvo Spiteri, titolare della libreria Modus Vivendi di Palermo, da alla decisione del figlio del capo dei capi Totò Riina, Salvo, di pubblicare il libro “Riina. Family Life”, un racconto asciutto e ricco di dettagli sulla vita fra le mura domestiche della famiglia Riina. Di seguito, il titolare della libreria Modus Vivendi di Palermo ci spiega il perché, insieme ad altri colleghi (vedi la libreria Vicolo Stretto), ha deciso di prendere le distanze da questo libro, evitando di venderlo all’interno del suo esercizio.

 

“Prima di essere un libraio, sono un siciliano, un palermitano. Siamo orgogliosi della nostra terra, ma quando possiamo prendiamo le distanze da certe cose. Prima di tutto, siamo profondamente rammaricati, delusi, indignati per quello che la Rai, il servizio pubblico, ha fatto nel corso della trasmissione Porta a Porta. L’intervista al figlio di Totò Riina non aveva nulla a che fare con il pluralismo o la democrazia. Non bisogna tirare in ballo i valori che rappresentano i pilastri della nostra cultura.

Questa è un operazione chiara da parte della famiglia Riina, e di quel mondo in genere, di riabilitare una figura attraverso l’emotività e dei valori insiti nella nostra cultura, quella dell’essere padre, della tenerezza, dell’affetto. Si tratta di un tentativo maldestro, grossolano. Dobbiamo invece rinnovare costantemente la nostra consapevolezza che Totò Riina è stato uno dei maggiori criminali al mondo, nonostante nel suo privato accarezzasse i propri figli.

La libreria vicolo Stretto ha anticipato una posizione per noi chiara fin da subito. Abbiamo esposto anche noi un cartello in vetrina simile. Ricordiamoci che noi siamo una libreria di Palermo: una cosa significa esporre certi messaggi in questa città, un’altra vuole dire farlo ad Aosta.

Noi aderiamo a iniziative chiare, palesi, leggibili qui in città: aderiamo ad “Addio Pizzo” da diversi anni. Inutile fare dell’ “antimafia da bar”, occorre assumersi la responsabilità e fare qualcosa di concreto nel proprio piccolo, come imprenditore, esponendosi in maniera chiara ed inequivocabile.

Altrettanto abbiamo fatto quando si è trattato dell’ex governatore Totò Cuffaro, quando ha scritto un libro in un momento ben preciso, mettendo in piedi un’operazione finalizzata a salvare Cuffaro dai guai giudiziari in cui è incappato.

Questi due sono stati gli unici momenti in cui ci siamo rifiutati di dare spazio ad un libro. Per il resto, è la libreria stessa che traccia la vita ed il riscontro di un libro. Abbiamo un certo tipo di pubblico che decide il successo di un’opera: se esce il libro “Collusi” di Nino Di Matteo e Salvo Palazzolo è chiaro che ha un certo tipo di riscontro all’interno della nostra libreria e se ne vendono tante copie, coinvolgendo noi stessi gli autori in progetti scolastici di interesse sociale.

Il pluralismo in una libreria è un pilastro importante: si da un indirizzo, un taglio chiaro a tutti, ma non bisogna mai censurare a priori un libro. Il caso del libro di Salvo Riina è un’altra cosa, non confondiamola. Si tratta di prendere le distanze da qualsiasi tentativo grossolano di distorcere o ammorbidire quello che è uno dei mali peggiori della nostra società, soprattutto in Sicilia”.

Salvo Spiteri

libreria Modus Vivendi di Palermo

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