Proposto in Parlamento il Dantedì, il giorno per celebrare Dante

Il Corriere della Sera ha proposto in Parlamento di istituire il Dantedì, il giorno ufficiale per la commemorazione di Dante Alighieri
dante dantedì

MILANO – Il Corriere della Sera sta portando avanti la proposta di istituire una giornata ufficiale dedicata a Dante Alighieri, il Dantedì. La mozione è arrivata fino in Parlamento e ha già un primo firmatario, Michele Nitti, membro della Commissione Cultura della Camera dei deputati.

Dantedì, il giorno di Dante

In Irlanda il 16 giugno si festeggia il Bloomsday, il giorno dedicato a Leopold Bloom, protagonista dell’Ulisse di Joyce. È una ricorrenza in cui si tengono incontri, letture, spettacoli, convegni, appuntamenti conviviali in onore di James Joyce e della sua opera monumentale. Allo stesso modo, perché anche noi non possiamo avere una giornata celebrativa del nostro autore più amato?

Il Dantedì è stato proposto dal Corriere della Sera, ed ha già ottenuto numerose benedizioni da parte di critici, letterati e scrittori. L’Accademia della Crusca ha immediatamente dato il suo beneplacito, così come la Società Dante Alighieri, la Società dantesca all’Associazione degli italianisti, il Centro dantesco di Ravenna, la Casa di Dante di Roma e quella di Firenze. Ora è il momento di istituzionalizzarlo, soprattutto in vista del settecentesimo anniversario della nascita del Sommo Poeta, che avverrà nel 2021. La mozione è arrivata in Parlamento, e ci sono buone probabilità che venga portata avanti, vista l’adesione entusiasta che ha ricevuto l’iniziativa e l’importanza di avere un giorno per celebrare il nostro scrittore più importante.

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Quale giorno scegliere?

L’unico ostacolo da superare, in realtà, è decidere quando istituirlo. La biografia di Dante Alighieri non è infatti certa come quella di altri scrittori. Non possiamo essere sicuri sulla data di nascita, mentre conosciamo quella di morte, avvenuta tra il 13 e il 14 settembre 1321. Tuttavia, il problema di celebrare questa giornata nelle date di nascita o morte rischia di spostare il baricentro della festa o sulla città natale (Firenze) o sulla città di sepoltura (Ravenna), mentre lo scopo è che il Dantedì sia una festa di tutti. Si sta pensando, dunque, di scegliere una data simbolica, come quella dell’inizio del viaggio della Commedia.

Anche qui in realtà non mancano le incertezze: 25 marzo o 8 aprile? Alberto Casadei, critico dantesco, propende per la prima soluzione: «Personalmente, come molti altri studiosi, ritengo che la data dell’inizio del viaggio ultraterreno coincida con quella dell’incarnazione ma anche della crocifissione di Cristo, il 25 marzo, che per il fiorentino Dante era il primo giorno dell’anno. È una data che cade a poca distanza dall’inizio della primavera, quel 21 marzo in cui si celebra la giornata mondiale della poesia. Idealmente il 25, come Dantedì, potrebbe chiudere nel modo più elevato una serie di iniziative dedicate appunto alle grandi creazioni poetiche di tutti i tempi».

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