Carbonara Day, origini e interpretazioni del piatto tipico della tradizione romana

Il 6 aprile si celebra in tutto il mondo il Carbonara Day. Ma quali sono le diverse teorie sull'origine di questo celebre piatto caratteristico del Lazio?
Carbonara Day, origini e interpretazioni del piatto tipico della tradizione romana

MILANO – E’ una delle parole italiane più conosciute al mondo, subito dopo pasta e pizza. Parliamo della Carbonara, un piatto tipico della tradizione italiana. Oggi 6 aprile si celebra il Carbonara Day , giornata in cui appassionati, chef, influencer e blogger celebrano la pietanza diventata celebre a livello globale. Come avviene per diversi  piatti simbolo della tradizione culinaria italiana, spesso si ignora l’esatta origine ed il significato etimologico.

Le origini

La pasta alla carbonara è un piatto caratteristico del Lazio e più in particolare di Roma preparato con ingredienti popolari e dal gusto intenso. Tanti pensano che le origini della carbonara risiedano a Roma, altri le collegano ai carbonai, altri ancora ne rivendicano la paternità al nome derivante da Carbonara, paese della provincia di Bari. C’è chi ne attribuisce la paternità ad Ippolito Cavalcanti, nobile napoletano che ne aveva pubblicato la ricetta in un suo libro, mentre altre fonti la considerano una tipica ricetta nata durante la seconda guerra mondiale dall’unione tra la cucina romana e le grandi quantità di bacon portate dagli americani come provviste militari. Soldati a Roma chiedevano a pranzo uova, pancetta e “noodles”, tipici spaghetti cinesi allora molto usati in America, che i cuochi romani servivano invece guanciale, uova fritto e spaghetti nello stesso piatto. I soldati americani mescolavano il tutto creando, senza saperlo, l’antenato del celebre piatto.

La possibile origine sarda

Altri ipotizzano che la carbonara sia stata inventata da un cuoco che faceva parte dell’associazione segreta dei carbonari, gruppo di patrioti che si batteva contro l’occupazione austriaca del Nord Italia attiva tra la fine del ‘700 e la guerra d’indipendenza, teoria che ne suggerisce la nascita, e il consumo, nei nascondigli degli aderenti. Anche i sardi ne rivendicano la paternità ipotizzando la nascita del piatto a Carbonia nel cagliaritano, per merito di un cuoco che preparava i pasti agli operai che lavoravano nelle carbonaie, trasferitosi in seguito a Roma portando la ricetta chiamata “alla carbonara” in ricordo di quest’ultimi. Un’ipotesi che avvalora il racconto delle origini del nome è la presenza del pepe nero macinato con abbondanza sopra il piatto come se fosse una spolverata di polvere di carbone.

Le diverse versioni

Controversa diventa anche la disputa sul tipo di pasta da usare, lunga o corta. Alcuni preferiscono i rigatoni, ma sono molto utilizzati anche gli spaghetti, le penne, le tagliatelle e addirittura gli gnocchi. Comunque sia il formato di pasta è il sugo l’elemento imprescindibile. Esistono diverse teorie sul tipo di grasso da utilizzare, sulla presenza o meno degli albumi, sulla cottura dell’uovo e sull’uso di panna, sulla qualità del formaggio. I maggiori chef concordano sul fatto che una buona carbonara deve prevedere una buona pancetta artigianale, poco stagionata ma di intenso sentore di grasso e profumo di carne che tagliata a dadini e sfritta in una capiente padella con poco olio extravergine di oliva.

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