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“Variante”, origine e significato della parola e la differenza con “mutazione”

Cosa significa il termine variante? Quali differenze ci sono con "mutazione", una parola spesso usata erroneamente come sinonimo?

Spesso abbiamo sentito dire “variante inglese”, “variante delta”, “variante brasiliana”. Negli ultimi mesi la parola “variante” è stata utilizzata spesso abbinata ad un aggettivo per indicare forme alternative del virus Covid-19 che sono circolate in Europa e nel mondo. Una parola usata di recente con frequenza anche nel corso di una serie tv in onda su Disney+ in queste settimane: Loki. In quel caso, la parola indica le versioni alternative del personaggio della serie Marvel appartenenti a realtà alternative.

Ma cosa significa il termine variante? Quali differenze ci sono con “mutazione”, una parola spesso usata erroneamente come sinonimo?

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Che cosa significa la parola variante

Secondo la Treccani, con il sostantivo femminile “variante” si indica la “modificazione rispetto a un esemplare o tipo che si considera fondamentale; ciascuna delle diverse forme, dei diversi aspetti con cui una cosa si può presentare rimanendo sostanzialmente identica”.

In linguistica, il termine viene usato per indicare “ciascuno dei diversi aspetti con cui si può presentare un medesimo vocabolo, quando in esso vi siano uno o più elementi modificabili; il rapporto tra i varî aspetti può essere di natura varia, sicché, assunta per convenzione una delle forme come fondamentale, l’altra può essere considerata sullo stesso piano e la scelta fra l’una e l’altra è determinata da ragioni e preferenze personali (per es. psicanalisi o psicoanalisi), oppure su un piano diverso, potendosi classificare una variante come antiquata (per es. ale per ali, stromento per strumento), regionale (per es. piagnere per piangere), poetica (carco per carico), meno comune, meno corretta.”

In microbiologia in particolare, sono dette varianti “le colonie e cellule batteriche che assumono caratteristiche morfologiche diverse da quelle consuete.”

La differenza con la parola mutazione

Sempre secondo la Treccani, in biologia con il termine mutazione indica “il fenomeno di variazione che si verifica nel genotipo di un individuo o a livello di un singolo gene (m. genica) o nella struttura dei cromosomi (m. cromosomica) o nel numero dei cromosomi (m. genomica)”. Facile intuire come in questo caso la parola mutazione indichi il concetto di sostituzione, mentre il termine variante indica l’esistenza di un’alternativa che non mette in discussione la presenza dell’elemento da cui trae origine.

Si tratta di una differenza sottile ma consistente tra i due termini, capace anche di far maggiore chiarezza quando si parla di variante “X” relativamente al Covid-19. Una differenza che è bene tener presente sia dal punto di vista scientifico, sia dal punto di vista linguistico.

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