La parola “Vascologia” proposta all’Accademia della Crusca

La parola è stata "coniata" nel libro “Vasco Rossi. Una vita spericolato in equilibrio sopra la follia”, scritto dalla fan Vittoria Chiarenza e dal professore universitario Guido Michelone
La parola

MILANO – Dopo “Petaloso“, potrebbe essere il turno di “Vascologia”: la “scienza” che si occupa di Vasco Rossi ha un successo ormai inarrestabile grazie alla sua “inventrice” Vittoria Chiarenza, una super fan esperta del rocker di Zocca, che ha scritto, insieme a Guido Michelone, “Vasco Rossi. Una vita spericolato in equilibrio sopra la follia”.

Il neologismo

E ora a interessarsi di questo nuovo termine è anche l’Accademia della Crusca a cui è stato proposto di inserire nel vocabolario italiano proprio la parola ‘Vascologia’. Il lemma proposto è il seguente: “dal greco -λoγία, ‘trattazione’ su Vasco Rossi: scienza che discute e analizza vita e opere di Vasco Rossi da Zocca (Modena), il rocker, il Blasco, il Kom nazionale”. L’iscrizione della nuova parola, ovviamente, non è automatica. L’Accademia della Crusca dovrà valutare il termine in base alle sue norme interne, tenendo in considerazione anche la quantità delle proposte arrivate al sito. Per cui chiunque ritenga che ‘Vascologia’ sia una parola da inserire nel vocabolario, può segnalarla tramite l’apposito modulo on line.

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Il libro

Il libro “Vasco Rossi. Una vita spericolata in equilibrio sopra la follia”, da cui è tratta la parola ‘Vascologia’, ripercorre la vita del Blasco, dagli inizi della sua carriera fino alla fine del 2018. Ma non è solo una biografia: il libro riporta anche tutte le canzoni del rocker di Zocca e le analizza in modo approfondito: è questa la parte vera e propria che viene definita ‘Vascologia’, termine che si sta diffondendo in tutta Italia. «Io non faccio un genere musicale ben definito e mi fanno ridere quei critici specializzati che cercano di scoprire a chi assomiglio – sono le parole di Rossi riportate nel libro –. A nessuno e a tutti, perché facevo il disc jockey ho assimilato un po’ tutti i generi: vado dal rock duro, alla canzone dolce e romantica». E prosegue: «Dicono che sono discontinuo: ma io sono diverso e ci sono anche diversi tipi di canzone a seconda dei diversi momenti in cui la canzone viene scritta… Se fossero tutte uguali nessuno starebbe più a sentirmi».

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