È morto oggi Amos Oz

Amos Oz, scrittore e giornalista israeliano, si è spento oggi a 79 anni perché malato di cancro. Israele gli rende omaggio
È morto oggi Amos Oz

MILANO – Oggi muore Amos Oz, scrittore e giornalista israeliano, una delle voci più significative di Israele. All’età di settantanove anni si spegne perché malato di cancro. Tradotto in quarantacinque lingue e in quarantasette paesi del mondo, vinse numerosi premi tra cui il Legion d’Onore francese, il Goethe Prize, il Premio Principe delle Asturie, l’Heinrich Heine Prize e l’Israel Prize.

Vita

Nato a Gerusalemme il 4 maggio 1939, figlio dei due immigrati sionisti dell’Europa Orientale Yehuda Arieh Klausner e Fania Mussman, frequentò la scuola religiosa Tachkemoni, nonostante Amos e la sua famiglia non fossero religiosi. Zelda, la famosa poetessa, fu una delle sue insegnanti.  Amos frequentò gli studi secondari presso la scuola superiore ebraica di Rehavia.

Avvenimento che segnò per sempre il dodicenne Amos Oz fu il suicidio di sua madre Fania, affetta da una grave depressione, che lo scrittore elaborò nel suo romanzo celebre “Una storia di amore e di tenebra”. Amos aderì al Partito Laburista Israeliano e a 15 anni andò a vivere nel kibbutz di Hulda, ossia una forma associativa volontaria di lavoratori dello stato di Israele, basata su regole egualitarie e sul concetto di proprietà comune. Lì fu adottato dalla famiglia Huldai. Amos venne talmente assorbito nella vita del kibbutz, che cambiò il suo cognome in “Oz”, che in ebraico significa “forza”. A causa della malattia del figlio Daniel, fu costretto a lasciare la vita del kibbutz e si trasferì con la famiglia ad Arad.

Dopo aver aver prestato servizio nelle Forze di Difesa Israeliane, essersi arruolato nell’unità di fanteria Nahal e aver combattuto negli scontri al confine tra Israele e la Siria, nella Guerra dei sei giorni (1967), durante la Guerra del Kippur (1973), Amos Oz studia filosofia e letteratura ebraica nell’Università Ebraica di Gerusalemme.

Dall’età di ventidue anni comincia a pubblicare libri: la sua prima raccolta di racconti è “La terra dello sciacallo”e venne pubblicata nel 1965; da quel momento cominciò a scrivere ininterrottamente, pubblicando in media un libro l’anno, che gli hanno assicurato  successo, tanto che le sue opere vengono  tradotte in quarantacinque lingue e in quarantasette paesi del mondo e gli permisero di vincere importanti premi come il Premio Israele per la letteratura nel 1998. Oltre a scrivere romanzi e racconti, fu anche autore di saggi di politica, di letteratura e sulla pace.

Una storia d’amore e di tenebra

Pubblicato nel 2002 e tradotto in più di quindici lingue, è il romanzo più celebre di Amos Oz, nonché suo romanzo autobiografico.  Lo scrittore ci parla della sua infanzia a Gerusalemme alla fine del Mandato britannico della Palestina e i primi anni dello Stato di Israele, e poi le sue esperienze successive nel kibbutz.  La narrazione, muovendosi avanti e indietro nel tempo, ricostruisce la storia di una famiglia, seguendo con i suoi quattro protagonisti quattro generazioni di sognatori, uomini d’affari falliti e poeti egocentrici, riformatori del mondo, impenitenti donnaioli e pecore nere.

Sono nato e cresciuto in un minuscolo appartamento al piano terra, forse trenta metri quadri sotto un soffitto basso: i miei genitori dormivano su un divano letto che la sera, quando s’apriva, occupava quasi tutta la stanza, da una parete all’altra. La mattina presto ripiegavano il divano comprimendolo per bene, nascondevano lenzuola e coperte nel buio del cassetto che stava lì sotto, rivoltavano il materasso, chiudevano, sistemavano, stendevano su tutto un rivestimento grigio chiaro e infine disponevano qualche cuscino ricamato in stile orientale, occultando con ciò ogni traccia del loro sonno notturno. E così, la stanza fungeva da camera da letto, studio, biblioteca, tinello e perfino salotto.

© Riproduzione Riservata