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Domani riaprono le librerie

Riapertura librerie, le condizioni dei librai, “Gel e mascherine, così riapriamo”

Riapertura librerie: librai divisi su cosa fare. C'è entusiasmo da parte di alcuni ma anche dubbi, e c'è chi sceglie di rimanere chiuso

Riapertura librerie, i librai si dividono. Chi riaprirà dovrà assicurare guanti, mascherine, sanificazione dei locali, ingressi contingentati e distanze di sicurezza.  Il 14 aprile, in vista della riapertura autorizzata dal governo, i librai si stanno attrezzando per rialzare la serranda trasformando i loro negozi in una sorta di ‘oasi’ nel lockdown. Chiara Acampora dell’Ansa ha raccolto le dichiarazioni di alcuni di loro.

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La riapertura delle librerie

“I locali saranno sanificati e stiamo provvedendo a reperire tutti i materiali per essere a norma, come i dispenser per il liquido disinfettante per le mani da posizionare all’entrata del negozio – spiega Fabio Masi titolare di una libreria a Camogli e di una stagionale a Ventotene, e socio di due librerie a Genova e di una a Milano (che rimarrà chiusa) – Abbiamo l’obbligo di far entrare solo persone che indossano mascherine e dovranno utilizzare il disinfettante per le mani. Gli ingressi saranno contingentati in base alla grandezza della libreria.

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Faremo orari ridotti e staremo chiusi il sabato a Genova e la domenica a Camogli per evitare la passeggiata sul lungomare – spiega -. Invitiamo, inoltre, chi abita lontano a non venire in negozio, ma a continuare a utilizzare il servizio di consegna a domicilio. Sono contento di riaprire domani, di essere passato dall’obbligo di chiusura all’opportunità di aprire e del riconoscimento del libro come bene necessario e primario. Sono contento di tornare al lavoro in libreria, ma è anche una necessità economica far ripartire la macchina”.

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Le perplessità dei librai

Entusiasmo ma anche qualche perplessità per la riapertura delle librerie nel Lazio dove, grazie a un’ordinanza regionale emanata oggi, si potrà riaprire dal 20 aprile “per garantire le misure di sicurezza necessarie”. “Io non riaprirò – spiega Giovanni, il titolare di una libreria per bambini in zona Portuense – La mia libreria si basa su un determinato tipo di relazioni che necessariamente hanno bisogno di prendersi del tempo, facciamo attività culturali e corsi per bimbi che comunque non si potrebbero esserci. Penso quindi che nel mio caso si più utile il lavoro che sto facendo a distanza, attraverso consulenze online per bambini e postando contenuti culturali. In questo modo mi rivolgo in maniera diretta ai bambini che frequentano abitualmente la libreria e che in caso di una riapertura comune non verrebbero in negozio.

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Penso sia meglio così piuttosto che essere gli unici aperti nel nulla – aggiunge -. In queste settimane sto mantenendo i contatti con i clienti ed effettuando consegne online. Per il momento continuerò così”. Una scelta presa anche da qualche altro libraio della città. “Ho deciso di non aprire – si legge sulla pagina Facebook di un’altra libreria della Capitale -. Non sono in grado di garantire al 100% il rispetto delle norme da seguire e non voglio essere causa di vostri spostamenti”.

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