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A Tutto Volume

Pupi Avati e il grande cinema aprono l’edizione 2022 di “A Tutto Volume”

Pupi Avati, Giovanni Veronesi e l’inedita sceneggiatura di Bufalino su donna Franca Florio: dedicata al mondo del cinema nei libri la grande apertura del festival “A Tutto Volume”.

È il cinema, con il suo linguaggio multiforme, ad aprire la 13esima edizione di “A Tutto Volume”, la festa dei libri di Ragusa, da giovedì 9 giugno a domenica 12, con anteprima questa sera a Villa Margherita a Ragusa con “I Sonnambuli”. Sarà il grande regista Pupi Avati, nella suggestiva cornice del Porto Turistico di Marina di Ragusa, a dialogare con Francesca Fagnani su “Io, Dante e la belva”, appena dopo l’inaugurazione fissata per le ore 18.

“L’incontro” con Dante e Boccaccio

Pupi Avati, poliedrico personaggio dalle mille passioni, regista, sceneggiatore, produttore e scrittore, ha ultimato le riprese del suo ultimo film “Dante” che nasce proprio dalla sua opera letteraria “L’alta fantasia” (Solferino). La vita del Sommo Poeta sarà lo spunto che guiderà la conversazione con la giornalista Francesca Fagnani, in un racconto in cui, partendo dagli scritti di Giovanni Boccaccio, primo biografo di Dante, l’autore presenta un’immagine di Dante connotata da tanta umanità, nella quale ci si può rispecchiare.

Con il suo nuovo romanzo Pupi Avati ci consegna l’opera di tre vite: l’incontro inaspettato attraverso i secoli tra un regista e scrittore e due maestri della cultura italiana. Un racconto di avventure, uno sguardo partecipe e nuovo su Dante, la ricostruzione di un Medioevo vero, sporco, luminoso e umano: una prova d’artista intessuta di passione e di poesia. Una storia che sicuramente conquisterà anche nella versione cinematografica “Dante” di prossima uscita.

L’omaggio a Bufalino

Il collegamento con il mondo del cinema continua poi con l’attesissimo appuntamento dedicato a Gesualdo Bufalino con l’inedita sceneggiatura che l’autore comisano ha scritto dedicandola alla figura di Franca Florio. Grazie alla Fondazione Bufalino lo scorso anno è stato ritrovato fra le carte autografe dell’autore un importante dattiloscritto, un copione con correzioni a mano e varianti applicate con lo scotch da lui stesso, recante come titolo: “Io, Franca Florio”. Il testo base della sceneggiatura ritrovata è stato pubblicato e durante l’appuntamento verrà presentato in anteprima.

Interverranno il giornalista e scrittore Roberto Alajmo, lo sceneggiatore e regista Andrea Traina, che si è occupato di curare la composizione del testo anche attraverso l’omologazione delle intestazioni delle scene, e l’artista Giovanni Robustelli che ne ha disegnato le illustrazioni. La prefazione di “Io, Franca Florio” (Archilibri) è del critico cinematografico Gianni Canova mentre l’introduzione è a cura dello scrittore e critico Massimo Onofri. L’autore comisano in una veste insolita, da appassionato di cinema a sceneggiatore, con un copione dai contenuti affascinanti, con dettagli precisi che rivelano una conoscenza profonda del linguaggio cinematografico, pagine che si trasformano in immagini, che disegnano ambienti e situazioni, e che sembrano fuoriuscire per raccontare in maniera vivida la vita di Franca Florio, la regina della bella epoque siciliana.

Con “Io, Franca Florio”, Bufalino non era alla sua prima prova di sceneggiatore. Tra il 1988 e il 1989 lo scrittore di Comiso aveva collaborato da consulente con Sandro Bolchi e Lucio Mandarà all’adattamento per la tv del romanzo di De Roberto I Viceré e, successivamente, aveva scritto il «timido abbozzo» di sceneggiatura tratto dal suo romanzo “Argo il cieco”.

Infine, la redazione di “Io, Franca Florio” per la quale, alla consegna da parte del suo autore, il produttore avrebbe dovuto trovare un importante regista per farne un film rivolto al grande pubblico. Nonostante la sceneggiatura non divenne mai un film, Bufalino le attribuì un valore letterario autonomo, tant’è che in un appunto del 1995 la indicava come testo da inserire nel secondo volume delle “Opere” pubblicato nei Classici Bompiani.

La dedica a Pasolini

Dopo Pupi Avati, ancora cinema con l’appuntamento che il festival dedica a Pasolini con il giornalista e critico Filippo La Porta che dialogherà con Fulvio Abbate, autore di “Quando c’era Pasolini” (Baldini e Castoldi). L’autore, Cavaliere della Repubblica, scrittore e critico cinematografico, ma anche conduttore, drammaturgo e autore, nel suo libro racconta il cammino dell’intellettuale Pasolini, uomo che ha reso vivo il dibattito poetico, culturale, critico, sociale e politico degli anni Settanta, e il cui pensiero è ancora molto attuale. Ne ripercorre la vicenda umana e culturale affidandosi, fra molto altro, alle parole di chi ne ha condiviso il breve viaggio.

Gli altri appuntamenti

Non solo Pupi Avati: il festival, nella sua prima giornata, prosegue con il direttore de “L’osservatore Romano”, Andrea Monda, curatore de “La tessitura del mondo” (Salani). Durante l’appuntamento dal titolo “Francesco, un Papa nel mondo”, il giornalista e scrittore dialogherà con la scrittrice Carola Susani, modererà l’incontro Giuseppe Di Mauro. In “La tessitura del mondo”, l’autore si fa curatore: il testo raccoglie infatti i numerosi interventi giunti sulle pagine de L’Osservatore Romano come contributi alla riflessione condotta dal Papa sull’uomo come “animale narrante”.

Per concludere questa intensa e piena prima giornata, sempre caratterizzata dalla bellezza del mare e da una magica atmosfera, si ritornerà alle ore 21.30 alla Terrazza del Porto Turistico di Marina di Ragusa per “Liberi tutti!”. Uno spettacolo multiforme, uno show tra musica, teatro e cinema che vedrà protagonisti Giovanni Veronesi (sceneggiatore, regista e conduttore radiofonico) e i Musica da Ripostiglio, realtà musicale ventennale con innumerevoli collaborazioni teatrali, oltre che partecipazioni televisive e radiofoniche. In “Liberi Tutti!”, tra racconti inediti sul mondo del cinema e dello spettacolo e digressioni musicali, Veronesi si farà attore e poi presentatore e regista, e, improvvisando con la complicità del pubblico, si divertirà a mettere alla prova i Musica da Ripostiglio, sfidandoli con richieste assurde. Il risultato è uno spettacolo ogni volta diverso, mutevole e dunque eternamente nuovo, in cui solo una cosa non cambia mai: sarà l’ironia a fare da padrona alla serata. Che “A Tutto Volume” abbia inizio e buon divertimento… letterario e non solo.

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