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“Il libro rosso” di Carl Gustav Jung, perché leggerlo

“Il libro rosso” è l’opera madre di Carl Gustav Jung scritta in un arco di tempo tra il 1913 e il 1930 ma pubblicata postuma nel 2009

Ricorre oggi l’anniversario dello psichiatra e psicanalista svizzero Carl Gustav Jung, nato a Kesswil il 26 luglio del 1875 e morto a Küsnacht il 6 giugno del 1961. Jung rappresenta una delle principali figure intellettuali della psicologia moderna, per celebrare la sua opera e il suo pensiero vi proponiamo “Il libro rosso”, pubblicato postumo solo nel 2009.

“Il libro rosso”

“Il libro rosso”, noto anche bome “Liber novus” è l’opera madre di tutta la produzione di Jung, scritta tra il 1913 e il 1930, ma pubblicata postuma solo nel 2009. Jung iniziò a lavorare al “Il libro rosso” a seguito della crisi epistemologica che attraversò dopo la pubblicazione di La libido: simboli e trasformazioni e alla rottura che ne derivò con Freud. Di contenuto autobiografico, il testo è un repertorio di sogni, visioni, epopee dell’inconscio e presenta numerose immagini fantasmatiche, costituisce un esempio di quello che Jung stesso definirà in seguito “immaginazione attiva”, pratica che Carl Gustav Jung teorizzò come strumento di scoperta ed analisi dell’inconscio.

“Lo spirito del mio tempo avanzò e lasciò cadere dinnanzi a me enormi volumi contenenti tutta la mia conoscenza. Le loro pagine erano fatte di minerali”

La modernità de “Il libro rosso”

Nell’opera “Il libro rosso”, Carl Gustav Jung esprime completamente sé stesso e racconta un viaggio nella psicologia e nell’inconscio dell’essere umano dove si incontrano i demoni più pericolosi. Lo psichiatra svizzero analizza la sua mente per poter analizzare quella del mondo. Grazie a quest’opera si è capito come riconoscere e differenziare la realtà interiore ed esteriore secondo gli opposti. Decifrare e comprendere fino in fondo il significato de “Il libro rosso” è stato pressoché impossibile, ma possiamo cominciare considerando l’opera una sorta di diario personale del medico in cui racconta la crisi personale scaturita dalla delusione nei confronti dell’umanità. Un libro da leggere per cercare di capire il misterioso funzionamento della psiche umana nelle sue innumerevoli sfaccettature.

 

La pubblicazione postuma

Dopo la morte di Jung, la sua famiglia conservò con gelosia il manoscritto, tenendolo sotto chiave in una casa di Kusnacht, nella periferia di Zurigo. Nessuno doveva avere accesso al libro, neanche gli studiosi e compagni junghiani. In seguito, nel 1984, il Libro rosso fu conservato in una banca.

Carl Gustav Jung

Attraverso gli studi di medicina Carl Gustav Jung si avvicina alla psichiatria. Per alcuni anni è uno degli allievi prediletti di Sigmund Freud, che lo fa avvicinare alla psicoanalisi. Presto però le divergenze tra i due intellettuali si fanno sempre più grandi e Jung si allontana dal suo maestro con la pubblicazione di “Trasformazioni e simboli della libido”. Grande viaggiatore, Durante il suo peregrinare entra in contatto con numerose popolazioni di cui studia miti, rituali, usi e costumi. Nel 1930 viene nominato presidente onorario della “Società tedesca di psicoterapia”. A partire dagli anni ’40 si occupa anche del nuovo fenomeno dell’ufologia. Dopo una breve malattia, muore il 6 giugno 1961, nella sua casa sul lago a Bollingen.

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