Le frasi più belle di Luciano De Crescenzo

Luciano De Crescenzo è stato scrittore, attore, regista, divulgatore filosofico. Lo ricordiamo con le sue frasi più belle
Le frasi più belle di Luciano De Crescenzo

MILANO – Si è spento il mese scorso, il 18 luglio 2019, lo scrittore napoletano Luciano De Crescenzo. Nato il 20 agosto 1928, è stato un intellettuale poliedrico: scrittore, autore per la televisione e il cinema, attore e regista, divulgatore filosofico. Si laureò in ingegneria e lavorò per IBM in un primo momento, ma la passione per la filosofia ebbe la meglio, e si dedicò interamente alla cultura. È stato autore di numerosissimi bestseller di saggistica, tradotto in più di 25 paesi con un totale di 20 milioni di copie vendute. Un personaggio unico nel panorama della cultura italiana, che ricordiamo con le sue frasi più celebri.

Il fine della vita è il piacere, ma non il piacere dei dissoluti e dei gaudenti, come credono alcuni ignoranti che non ci vogliono capire, bensì il non soffrire, per quanto riguarda il corpo, e il non turbarsi per quanto riguarda l’anima.

 

Il segreto della vita è la distrazione, ovvero il dimenticarsi che esiste la morte. 

 

Al Niente preferisco l’Inferno, se non altro per la conversazione.

 

Il passato non sta mai fermo un attimo: è mobile come una bandiera in una giornata di vento. 

 

Siamo angeli con un’ala sola, solo restando abbracciati possiamo volare.

 

Quando hai paura di qualcosa cerca di prenderne le misure e ti accorgerai che è poca cosa.

 

La parola esagerazione non esiste nel vocabolario dell’amore.

 

La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano.

 

La solitudine è un accrescitivo, è una lente d’ingrandimento: se stai male e sei solo, stai malissimo, se stai bene e sei solo, stai benissimo.

 

Per raggiungere il Bene, ognuno di noi deve in primo luogo conoscere se stesso, e poi realizzarsi in modo conforme alla propria natura.

 

La Libertà per i cinici, intesa come Bene Supremo dell’Anima, è raggiungibile solo attraverso l’autosufficienza.

 

«Sopporta di essere danneggiato un poco dal tuo vicino». Questa frase può essere considerata l’undicesimo comandamento del popolo napoletano, se non altro perché ne esalta la principale virtù: la tolleranza.

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