Il caso di Daphne Caruana Galizia

Daphne Caruana Galizia, la profezia della giornalista uccisa a Malta

Screditata e inascoltata, Daphne Caruana Galizia è la Cassandra dei nostri tempi, la voce profetica che non riusciamo ad ascoltare

Screditata e inascoltata, Daphne Caruana Galizia è la Cassandra dei nostri tempi, la voce profetica che fatichiamo ad ascoltare. Occorre coraggio per raccontare, ma ne occorre anche per ascoltare, per leggere, per ammettere che siamo stati anche noi indifferenti, che non abbiamo protetto chi andava per noi cercando verità. Il libro Di’ la verità anche se la tua voce trema è una seconda possibilità, è la nostra possibilità per ridare fiato a Daphne, per restituire la sua voce al mondo cieco che non ha voluto vedere, per proteggere quello che lei ha pagato con la vita. 

La storia di Daphne 

Il 16 ottobre del 2017 moriva uccisa da un autobomba vicino a casa, a Malta, la giornalista Daphne Caruana Galizia. Stava andando in banca perché le avevano fatto congelare il conto in via precauzionale. A eliminare Daphne ci sono voluti 400 grammi di tritolo, la stessa quantità che si usa per sventrare un caveaux. L’ultimo post di Daphne, pubblicato quello stesso giorno alle 14.35, suona profetico:

Ci sono corrotti ovunque si guardi, la situazione è disperata

Chi era Daphne Caruana Galizia

Daphne era una giornalista scomoda che da oltre vent’anni indagava sulla corruzione e il malaffare a Malta. 53 anni, sposata e con tre figli. Qualche giorno prima della sua uccisione aveva sporto denuncia per aver ricevuto minacce di morte.
“Running commentary” era il suo blog, la scrivania virtuale dove bruciavano le sue inchieste, dove gridavano le sue denunce, dove la parola diventava l’arma più affilata contro la corruzione, l’ignoranza e l’indifferenza. Lei aveva studiato archeologia e come un archeologa scavava e ricavava pezzi. Andava a fondo e raccontava quanto nessuno trovava il coraggio di denunciare. 

Parole come munizioni

Le sue parole erano come munizioni, le stesse munizioni che danno il titolo alla nuova collana di Bompiani a cura di Roberto Saviano. Collana inaugurata il 16 ottobre 2019 con Di’ la verità anche se la tua voce trema, il libro che riunisce gli articoli più significativi scritti dalla giornalista maltese. Si compie così il progetto a cui Daphne stava lavorando prima di essere uccisa: mettere insieme gli articoli di una vita. Si trattava di comporre un puzzle a partire da quelle mille tessere che Daphne Caruana Galizia aveva raccolto lungo il percorso della sua lotta giornalistica.

Il prezzo della verità

A raccontarci il nuovo libro dedicato a Daphne Caruana Galizia è Roberto Saviano, animato dalla stessa linfa vitale che bruciava nelle vene di Daphne. È il fuoco sacro di chi scrive a costo della vita, di chi scrive nonostante le calunnie e il discredito, nonostante il fango, nonostante l’isolamento. Il “coraggio di scrivere nonostante” è il filo invisibile che lega fra loro tutti i volumi in uscita per la collana “Munizioni” di Bompiani. Daphne è stata uccisa lentamente, perseguitata per anni, chiamata strega, traditrice. Hanno cercato di annientare la sua credibilità, distruggerla in quanto giornalista, ma anche in quanto donna e in quanto madre. Ma, nonostante le minacce, il cane sgozzato, le calunnie sul suo matrimonio, Daphne non si è mai fatta abbattere. Neppure 400 grammi di tritolo sono bastati per spegnere il fuoco che ardeva dentro di lei. 

«Questo è un libro sacro, perché sacro è tutto ciò che paghi con la vita. Per scrivere queste pagine, Dafne ha pagato con la vita – ci racconta Roberto Saviano – Ogni persona che legge questo libro ridà fiato alla voce spenta di Dafne». 

Malta, il buco nero d’Europa

Daphne aveva intuito un meccanismo pericolo, troppo pericoloso per essere pronunciato a voce alta senza pagarne il prezzo. Aveva capito che Malta si stava trasformando in una centrale di riciclaggio internazionale, facendo entrare ogni tipo di capitale incontrollato dall’estero. Perché dal 2015 a Malta, versando una cospicua somma di denaro, puoi comprarti la cittadinanza. Accade così che centinaia e centinaia di stranieri, fra cui magnati russi della cerchia di Putin, si comprano la cittadinanza e registrano a Malta le loro società. In un Paese che è un quarto della città di Roma sono registrate oltre 50mila società straniere. Perché? Il motivo è semplice e fin troppo banale: a Malta si pagano soltanto il 5% di tasse. Con questo meccanismo, Malta sottrarrebbe agli altri paesi europei oltre 2 milioni euro di entrate fiscali. 

Di’ la verità anche se la tua voce trema

 

 

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