Come una casa editrice sceglie un autore e un libro da pubblicare

In base a quali fattori un editore sceglie un esordiente oppure un autore straniero? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Cavallero, Publisher di SEM libri
Come una casa editrice sceglie un autore e un libro da pubblicare?

MILANO – Come sceglie il manoscritto da pubblicare una casa editrice? In base a quali fattori sceglie un esordiente oppure un autore straniero? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Cavallero, attuale Publisher di SEM libri e fino a gennaio 2015 direttore generale di Mondadori Libri Trade.

La scelta del manoscritto

Quando si parla di prima pubblicazione, si tengono conto di due cose in primis: la storia e l’autore. Non sempre le due cose combaciano; ci può essere una storia debole ma di un autore che scrive benissimo, oppure una storia fenomenale non accompagnata da una scrittura capace di caratterizzarla. Nel caso di un libro straniero, la storia è già filtrata da un editore e da un agente, quindi l’opera è resa già leggibile. Se parliamo invece di un autore esordiente, bisogna tener conto di più variabili. Riceviamo in media 25 manoscritti al giorno, con punte di 30 nel fine settimana. Molto spesso ci arrivano manoscritti di persone senza esperienza che grazie al digitale hanno l’opportunità di proporre il proprio lavoro via email. Come vengono filtrate tutte queste proposte? Se troviamo un errore grammaticale già alla prima pagina, non andiamo avanti nella lettura. Se un libro supera le prime 50-60 pagine, viene passato ad un gruppo di lettori che compilano una scheda editoriale in cui si valutano storia, forma espressiva, potenziale commerciale legato al progetto editoriale.

Esempi di successo

In SEM abbiamo scoperto un autore come Piernicola Silvis: il suo primo libro è andato bene, stiamo proseguendo con il secondo e in generale con lui stiamo seguendo un lavoro editoriale completo. Stesso discorso per Laura Colosso. Per quanto riguarda gli scrittori stranieri, stiamo lavorando su “L’uomo di Calcutta” di Abir Mukherjee, un autore che sta facendo incetta di premi in Inghilterra e che pubblicheremo con un secondo libro a settembre. Il nostro lavoro è soprattutto quello di offrire ai lettori una booklist di autori affermati e di novità.

Durante la mia esperienza in Mondadori, “Cinquanta sfumature di grigio” di E.L. James fu un caso editoriale: nel febbraio 2012 comprai i diritti del libro, a maggio dello stesso anno lo pubblicai vendendo 2milioni e mezzo di copie a dicembre.  Nel 2014 comprammo e pubblicammo per Piemme “La ragazza del treno” di Paulina Hawkins, un libro pagato pochissimo che con 451mila copie in un anno è stato il libro più venduto nel 2015. Certi casi sono difficili da ripetere: oggi se non hai un ottimo rapporto con le catene librarie, è difficile “far vedere” il libro. In molti casi, se esci con un libro in 2mila copie, è difficile che arrivi a 10-15mila copie. Per questo un editore deve lavorare su 2-3 libri con un autore, farlo arrivare con la prima pubblicazione a 2-3mila copie e poi cercare di fare il salto con quello successivo, sperando che l’autore mantenga gli stessi standard qualitativi.

I casi editoriali dall’Italia all’estero

Oggi hanno tutti difficoltà a far esplodere un autore su larga scala. Non basta pubblicizzare un libro sulla carta stampata per farne un successo. I casi editoriali più grossi si sono costruiti attraverso il passaparola. Pensiamo a Paolo Giordano, a “Open” di Andre Agassi e a Zafon con “L’ombra del vento”.  Non sempre comprare un bestseller straniero è garanzia di successo nel proprio Paese, i “palati” dei lettori sono diversi. Emblematico il caso di Faletti in Spagna: con oltre 2milioni di copie vendute in Italia, nella penisola iberica l’autore ha venduto all’uscita 15mila copie, buono per gli standard spagnoli ma insufficiente rispetto alle aspettative. Un autore che invece ha riscosso successo sia in Italia sia in Spagna è Federico Moccia. In questo campo ci sono dinamiche che cambiano da Paese a Paese, non esiste una regola precisa che determina il successo di un libro o di un autore in questo o in quella nazione.

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