Alessia Munari (Libriccino) “Grazie ad instagram la lettura è trendy come moda e cucina”

Abbiamo itnervistato la bookstagramer e creatrice della pagina Instagram Libriccino, in cui posta i suoi libri per ricordarsi di averli letti e per sfuggire allo stress universitario
Alessia Munari (Libriccino)

MILANO – Grazie ad Instagram libri, mostre, arte, eventi culturali in generale sono tornati ad avere maggiore spazio, che in precedenza gli era stato tolto favorendo altri mondi come moda, beauty, gossip, cucina. E’ questa l’opinione di Alessia Munari, bookstagramer e creatrice della pagina Instagram Libriccino, in cui posta i suoi libri per ricordarsi di averli letti e per sfuggire allo stress universitario. L’abbiamo intervistata per conoscere meglio la sua attività, cosa piace agli amanti dei libri su questo potente social network sapere e i gusti dei suoi seguaci su instagram.

 

Come mai hai deciso di utilizzare Instagram per trasmettere la tua passione per i libri?

Quando ho aperto Libriccino, la mia pagina Instagram, non sapevo sarebbe stato per trasmettere una passione. Ho sempre avuto una pessima memoria e avevo pensato di usare Ig come “agenda” dei libri letti, fotografarli per ricordarmeli. Da subito si è creato interesse e uno scambio di opinioni e in poco meno di una settimana avevo capito che piccolo tesoro potesse essere per me: nuovi amici virtuali con cui parlare di una delle cose che amo di più, i libri. Negli anni è diventata una cosa sempre più seria e non consiglio/sconsiglio mai un libro superficialmente perché credo abbia un valore, nel mio piccolo, quello che dico a chi mi segue (ed io per prima mi fido solo dei giudizi di alcune pagine Ig).

 

Che opportunità offre Instagram per promuovere i libri e, più in generale, la cultura?

Instagram è uno strumento veloce, intuitivo, di impatto. Crea connessione immediata tra gli utenti. Penso abbia dato una spinta forte alla lettura: l’ha messa al pari di moda, beauty, gossip, cucina. Tutti mondi molto forti, che fino a poco tempo fa facevano pagare il loro prezzo alla cultura, schiacciandola. Ig ha ridato spazio anche a mostre, arte, eventi culturali in generale.

 

Pensi che i social network siano un buono strumento per far avvicinare i giovani alla lettura?

Adesso assolutamente sì. Io parlo del mondo di Instagram perché è quello che conosco (è l’unico social che abbia mai avuto, anche privatamente). I ragazzi vivono con i social, se nei social si mettono i libri ci sono più possibilità che i giovani ne siano attratti/incuriositi.

 

Quali sono le foto più performanti e che creano una maggiore interazione con le persone che ti seguono?

I classici creano sempre un dibattito: chi li ha letti e li ha nel cuore lo scrive e lo vuole condividere, chi invece magari sarebbe tentato di farlo chiede notizie. Anche le foto della libreria o delle nuove uscite creano interazione ed è sempre molto bello potersi scambiare opinioni ed idee.

 

Sul tuo profilo ci sono delle bellissime foto di libri accompagnati principalmente da cibo o paesaggi. Come mai hai deciso di adottare questa scelta stilistica e di non mostrarti con foto più personali  (se non in rarissime occasioni)?

La mia pagina è nata come serbatoio di bellezza e le cose che piacciono a me, oltre ai libri, ovviamente!, sono cibo e paesaggi. Adoro cucinare, specialmente dolci, e sono una golosa cronica. I paesaggi invece mi fanno meditare, creare, rilassare. Naturalmente si è delineato un profilo con le mie cose preferite. Il bello, la ricchezza estetica di un’immagine, ha sempre avuto molta importanza per me. Aprire la mia pagina mi piace come affacciarmi su una camera ordinata e luminosa. In questo contesto, fotografare me stessa mi è sembrato meno interessante e così eccomi apparire poche volte!

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