Libri al cinema

I 7 libri che i lettori vorrebbero “vedere” al cinema

Vi abbiamo chiesto quali libri vorreste vedere al cinema. Da "L'ombra del vento" di Zafòn a "Che tu sia per me un coltello" di Grossman, ecco i titoli che hanno riscosso più consensi
I 7 libri che i lettori vorrebbero vedere al cinema

MILANO – Non tutti amano vedere la storia del proprio libro preferito al cinema, questo perché è molto alta la percentuale di film che non riescono a rendere merito al libro da cui sono tratti, ma sarebbe comunque curioso vedere al cinema alcuni dei propri libri al cinema. Abbiamo chiesto a voi lettori di Libreriamo quali storie vorrebbero vedere sul grande schermo.
Vediamo di seguito i titoli più citati.

L’ombra del vento, Carlos Luis Zafón

I libri, protagonisti principali della trama. Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all’oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell’anima oscura della città. Vorreste perdervi anche voi in un cimitero di libri dimenticati?

Mille splendidi soli, Khaled Osseini

A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua “kolba” di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema..

Cent’anni di solitudine, Gabriel García Márquez

Grandezza e decadenza della città di Macondo e della famiglia Buendia, in una successione appassionante di avvenimenti favolosi e grotteschi tra cronistoria e leggenda. Un romanzo che portò un soffio nuovo nella letteratura mondiale, aprendo l’Europa alla narrativa sudamericana.

Il profumo delle foglie di limone, Clara Sanchez

Siamo in Spagna. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c’è nessuno, e l’aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Solo un regista che ne saprebbe replicare al meglio l’atmosfera dovrebbe mettersi all’opera per portare al cinema questa storia.

La verità sul caso Harry Quebert, Joël Dicker

Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d’America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell’oceano. Convinto dell’innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta.

Tre volte all’alba, Alessandro Baricco

Venga, le ho detto.Perché?Guardi fuori, è già l’alba.E allora?È ora che lei torni a casa a dormire.Cosa c’entra che ora è, sono mica una bambina.Non è questione di ore, è una questione di luce.Che cavolo dice?È la luce giusta per tornare a casa, è fatta apposta per quello.La luce?Non c’è luce migliore per sentirsi puliti. Andiamo.Si incontreranno per tre volte, ma ogni volta sarà l’unica, e la prima, e l’ultima.

Che tu sia per me un coltello, David Grossman

Che tu sia per me un coltello è un romanzo avvolgente e impudico che ci mostra quanta strada bisogna percorrere per vincere la paura e arrivare a toccare liberamente, con pienezza, l’anima (e il corpo) di un altro essere umano. In un gruppo di persone, un uomo vede una donna sconosciuta che con un gesto quasi impercettibile sembra volersi isolare dagli altri. Commosso, Yair le scrive, proponendole un rapporto profondo/aperto, libero da qualsiasi vincolo, ma esclusivamente epistolare. Più che una proposta è un’implorazione e Myriam ne resta colpita, forse sedotta. Un mondo privato si crea così fra loro, ognuno dei due offre all’altro ciò che mai avrebbe osato dare ad alcuno, e in questo processo di svelamento Yair e Myriam scoprono l’importanza dell’immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole.

 

 

 

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