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7 curiosità sulla scrittura a mano che non conoscete

Ecco 7 sorprendenti curiosità sulla scrittura e sulla sua evoluzione e i suoi cambiamenti nella storia, dalle origini fino ai nostri giorni
7 curiosità sulla scrittura a mano che non conoscete

MILANO – Al giorno d’oggi scrivere è diventato facile ed immediato. Abbiamo numerose modalità di scrittura che permettono di comunicare in maniera facile ed immediata. All’inizio scrivere non era così semplice, era molto più complesso. All’inizio non esistevano supporti tecnologici per scrivere, e l’unica modalità conosciuta era quella manuale. Vediamo, grazie a un articolo di mentalfloss, 7 curiosità sulla scrittura a mano che sicuramente non conoscete.

Il primo sistema di scrittura era molto piccolo

La scrittura cuneiforme di origine sumera,datata 5000 anni fa nella regione della Mesopotamia, inizialmente era incisa su piccolissime tavole di argilla, larghe poche centimetri. Per dare un’idea, la maggior parte di quelli conservati al Morgan Library & Museum di New York non superano la metà di un iphone.

Le varietà regionali durante il Medioevo

Dopo la caduta dell’Impero Romano, la scrittura si è diversificata di regione in regione. Questa varietà delle scritture ha reso i libri difficili da leggere, anche perché gli amanuensi si sforzavano di abbellire il proprio stile. Questo rese la scrittura molto difficile da decifrare, in particolar modo per chi non proveniva dalla stessa zona.

La scrittura è oggetto di studio

Se anche tu fai fatica a decifrare la scrittura altrui, devi sapere che è normale. Nemmeno i paleografi, che per mestiere studiano l’evoluzione della scrittura, non sono in grado di decifrare tutte le modalità di scrittura.

Carlo Magno era ossessionato dalla scrittura a mano

Carlo Magno, nonostante fosse analfabeta – nel IX secolo decretò che la stessa scrittura fosse utilizzata in tutto il Sacro Romano Impero. Venne così a diffondersi la “Minuscola carolingia”, una scrittura  che venne utilizzata in Francia, Germania, Italia settentrionale e Inghilterra fino all’XI secolo.

L’importanza della scrittura a mano

Nel XV secolo il monaco Johannes Trithemius nel suo saggio “In Praise of Scribes”, elogiò l’importanza della scrittura a mano, a discapito delle macchine da scrivere. A suo parere mentre i libri stampati sarebbero durati poco perché poco gradevoli, mentre la scrittura manuale sarebbe diventata sempre più importante e apprezzata.

Il primo carattere mobile assomigliava alla scrittura manuale

I primi libri stampati dovevano assomigliare ai manoscritti, in modo da non scioccare le persone con un design troppo diverso a quello a cui erano abituati. Gutenberg, collaborando con i suoi artigiani,  ha creato un’elaborata scrittura gotica in 290 caratteri, che permetteva alla macchina da scrivere di ricreare ogni lettera in maiuscolo e minuscolo.

La punteggiatura si diffuse nel XVIII secolo

All’inizio l’ortografia variava molto da persona a persona e nulla era standardizzato. Diventò uniforme nel tempo e i primi dizionari non furono pubblicati fino al XVII secolo. Addirittura la punteggiatura inziò ad essere standardizzata soltanto nel XVIII secolo, prima secondo Trubek  era”in gran parte inesistente”.

 

 

 

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