Lettera di Stefania Meneghella

Lettera di Stefania Meneghella

Caro,
sono tante le lettere che ti ho scritto, sono tante le parole che ho sentito nostre: non le hai mai lette, tutte quelle parole; non li hai mai capiti, tutti quei sentimenti. Ma ora non ti scrivo per incolparti di ciò che non sei riuscito a comprendere. Ora ti scrivo per parlarti della mia vita da quando non ci sei, da quando hai capito che non ero io la persona che volevi accanto, da quando ho capito che eri diverso da come ti avevo sognato, immaginato, desiderato. Sai, a volte mi ritrovo a camminare tra le strade e a sorridere. Guardo gli alberi, i fiori, le stelle, poi mi rifugio nel mio posto segreto e penso a te. Penso a tutti quei giorni che avremmo dovuto trascorrere insieme, e a tutti quei momenti spesi a parlare di noi, a parlare di sogni che come stelle brillavano in un cielo che, prima del nostro incontro, conosceva solo buio.

Sono sempre state stelle, i nostri sogni. Sono sempre stati chiudere occhi e immaginare una vita insieme, immaginare che un giorno avremmo volato via per raggiungere quelle stelle e diventare finalmente noi stessi. Eravamo soli attorniati di caos, eravamo soli e nessuno l’aveva capito, nessuno ci aveva capiti. Eravamo silenzio. Silenzio mentre Terre ci ruotavano attorno senza guardarci negli occhi; silenzio mentre le ali erano spezzate solo perché credere nei sogni era sbagliato, solo perché l’amore era un errore. Io non ho mai mollato, io non ho mai smesso di credere che qualcosa di bello tra noi sarebbe potuto succedere; per la prima volta, ho aperto il mio cuore a qualcuno, e tu non l’hai capito, tu non mi hai capita. Tu, nonostante tutto, hai gettato la mia anima privandola di ogni sentimento che io provavo per te; tu mi hai fatto stare male. E non l’hai capito.

Caro, la mia vita senza di te è davvero bella. Riesco persino a leggere parole senza pensare a te, riesco persino ad ascoltare canzoni senza pensare a te. Io queste cose le riesco a fare davvero, e averti cacciato via è stata liberazione, è stata libertà. Sono libera senza di te, mi sento libera. Non sono più costretta a svegliarmi la mattina con il tuo nome nella testa, o a sognare il tuo volto, o a desiderare di incontrarti. Questo non accade più. Senza di te, sono felice. Ma felice davvero, felice come non lo sono mai stata. E tutti i miei sogni li realizzerò davvero, e sarà straordinario, la mia vita sarà straordinaria. Tutto, tranne il fatto che tutto questo dovrò farlo senza di te. Sarò costretta a veder sorridere un bambino senza di te, stringere una mano paurosa senza di te, a scrivere del silenzio senza di te, a restare in silenzio senza di te.

Costretta a scoprire la natura senza di te, ad ascoltare musica senza di te, a restare seduta su una panchina che mi ricorda te, con un panorama che mi ricorda te, mentre leggo un libro che mi ricorda te, tutto questo senza di te. E tu magari stai benissimo senza di me, magari cammini per le strade e non mi pensi mai, nemmeno quando alla radio c’è la nostra canzone, nemmeno quando in vetrina c’è il libro del mio scrittore preferito, o di quel filosofo che ti somiglia tanto. Nemmeno quando vedi una mia foto. Io invece.. io sono stata costretta a evitarle, le tue foto, solo per provare ed essere felice. Sono felice, senza di te, ma non avrei voluto.

Avrei voluto esserlo con te che mi scrivi “buongiorno” ogni mattina, senza perché, solo per il piacere di sapere come sto; avrei voluto esserlo con te che mi racconti le tue giornate un po’ troppo caotiche ma fatte di silenzio; avrei voluto esserlo con te che suoni la mia melodia preferita, e allora io piango per averti incontrato. Ma tutto questo non può succedere.. non può perché piovono “senza di te” come neve che non ha il coraggio di sciogliersi al Sole; ora è troppo tardi e non ti vedrò mai più.

Ho fatto di tutto purché le nostre strade non si dividessero, ma tu non l’hai capito. E’ troppo tardi. E’ troppo tardi per lottare, troppo tardi per continuare a credere che qualcosa di bello ci sia ancora tra di noi. Ho fatto tutto ciò che avrei potuto fare, e tu non l’hai capito, tu non mi hai capita. Tu hai gettato ogni mia emozione in un mare troppo profondo per tuffarsi; urlo per farmi ascoltare, urlo per farmi salvare ma è troppo tardi. Troppo tardi anche per ricominciare a nuotare. Così mi lascio andare, mentre sentimenti si sciolgono come neve, mentre emozioni si disperdano nell’acqua; mi lascio andare, e tutto ciò che tu sai fare è vedermi affondare. Non salvarmi mai più, ti prego.

Stefania Meneghella

9 ottobre 2015

 

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