Lettera di Laura Mirarchi

Lettera di Laura Mirarchi

Ancora oggi è emozionante scrivere di te e non ti nascondo le difficoltà che trovo nel tracciare su carta i miei pensieri, perché molte delle cose che sto per confessarti, cose che voglio ti scavino dentro come nel profondo hanno eroso me, devo tradurle per la prima volta in parole.

La nostra ultima telefonata mi ha lasciato afflitta dal senso di colpa. Il turbamento che, come era prevedibile, ti ha causato la mia confessione – arrivata forse inopportunamente in un momento per te così delicato – ha travolto anche me.

Sentire la tua voce dopo tanto tempo mi aveva commosso: mentre aspettavo che tu rispondessi, avevo le palpitazioni.

Ma da allora il tempo è trascorso in modo così strano e veloce che mi sembra di essere ancora intrappolata nell’attimo in cui mi muovevo a ritmo della tua chitarra elettrica, e invece sono trascorsi lunghissimi anni in cui ho conosciuto da vicino, in notti interminabili, la solitudine. Mi chiedo ancora dove sei, se qualche volta nella tua testa passa sfuggente il pensiero di me, se ti manco quando il buio scontorna i palazzi e le persone, quando la neve attutisce i rumori e rallenta i movimenti.

Avevo per te parole d’amore dai suoni esagerati, ne avevo da leggere e da ascoltare, mentre ora un vento impetuoso ha spazzato via come foglie secche quelle parti di me a te tanto care, le ha rilegate in un angolo remoto del cuore.

Eppure ancora oggi, quando il cielo scurendosi esplode in tutta la sua nuda meraviglia, io contemplo le immagini di te che conservo tanto accuratamente da non riuscire a cancellare.

Dalle tempeste della vita abbiamo sempre cercato rifugio nell’amore, perché avevamo già intuito che l’amore è più forte persino della morte, l’unica sorgente in grado di spegnere la sete del nostro cuore esigente.

La verità è che ti sono molto più vicina ora di quanto non lo sia mai stata, perché – caduti i filtri delle schermaglie amorose, delle discussioni colte, della ricerca appassionata dell’equilibrio perfetto – è direttamente alla tua anima che mi rivolgo, quell’anima inquieta che conosco bene, che amo profondamente.

La cosa che più mi preme dirti adesso è: “Nella mente e nel cuore custodisco il ricordo di te”.

Se puoi, accettami per quello che sono.

Ti amo e desidero vederti lottare e conquistare la tua vita nuova.

Sentimi vicina sempre

Laura

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