Lettera di Cla Damiano al figlio

Lettera di Cla Damiano al figlio

Caro Renato,

figlio mio, ti scrivo una lettera pur non sapendo dove spedirla. Credimi, io e tua madre ti cerchiamo ogni sera tra le stelle, è difficile capire quale ti nasconde, forse siamo stanchi, forse troppe luci perse nello spazio misterioso ci abbagliano, o forse abbiamo solo sbagliato cielo. Sarà che ancora non esisti, ma ci manchi e ti aspettiamo, intanto lei prepara una torta di noci e io ti scrivo per sentirti vicino.

Gli amici e parenti ci chiedono di te, molto spesso senza parlare, bastano i loro sguardi, il dottore invece dice che tutto è normale, che la tua assenza rientra nei casi inspiegabili, ma noi non ci arrendiamo, speriamo in Dio anche se spesso ci litighiamo.

Tu se vuoi resta ancora li dove sei, io ti aspetto, ho colorato una stanza per te, di giallo, se non ti piace puoi colorarla tu, e comunque ho preparato la libreria, ci sono tutti i miei scrittori preferiti, ti piaceranno i miei gusti raffinati. Naturalmente c’è spazio per i tuoi, non vedo l’ora di leggerli, a me piace tutto, gialli neri e a pois, so che mi sorprenderai con nuovi autori, ma per favore, non fare le orecchie alle pagine e soprattutto non sottolineare, ho tanti segnalibri, usali, tanto ci pensa il cuore a mettere da parte le righe che ti serviranno.

Vorrei anche insegnarti a camminare, così un giorno potresti correre con me, il tuo vecchio podista, ne ho fatte di corse in molti paesi, ti assicuro che le strade sono tutte uguali, tratturi o viali signorili che siano, quando arriva la salita (magari becchi anche la pioggia) devi sempre tener duro, perché nell’attimo di pura gloria tagliando il traguardo, capisci che aver superato le avversità con le tue gambe è più importante che superare gli altri atleti. Ricordati di chiedere sempre aiuto e di dare il tuo soprattutto in corsa, non mollare chi va più veloce e tirati quelli dietro, in fondo la sconfitta più brutta e non arrivare alla fine, comunque vedrai sarà stupendo.

Vuoi sapere perché abbiamo scelto di chiamarti Renato? Semplice come l’acqua, è il nome di tuo nonno, mi piace pensare che nel nome che ci portiamo addosso una parte dei nostri avi, delle loro emozioni dei loro sacrifici, insomma se siamo qui oggi è per loro, non dimenticarlo mai. Ma sto parlando di quello che è reale e tu per ora sei solo un nostro pensiero figlio mio, certo il nostro desiderio è quello di meravigliarci nel vedere i tuoi occhi o di tenerti in braccio in una notte insonne, però potrebbe non succedere mai, allora ti chiedo questo almeno, che tutto l’amore per te non vada perduto in effimere stelle cadenti, ma possa piovere su chi al contrario non ha mi avuto una luna da incorniciare.

Ti voglio bene un bacio da tua madre.

© Riproduzione Riservata
Commenti