Lettera di Assunta Fichera

Lettera di Assunta Fichera

Adorata

i nostri occhi non si incontrano spesso.

A queste latitudini il sole è ancora alto, non consente soste, sebbene le mie stanze sono in penombra, apro le finestre solo quando sorge la dolce luna.

Curo ancora le aiuole, l’usignolo si ferma al davanzale e le formiche rosse rosse iniziano a far provviste per l’inverno. Il gelso perde lentamente le foglie, per contrappunto il mandarino è sfacciato e gagliardo.

Tutto è contrasto.

Le nuvole si spostano veloci, io cerco al loro passaggio le tue amate sembianze.

Come dirti che ho seppellito le armi, il resto appartiene al carnefice, io non ho proprietà se non fantasmi insolenti che non rivelano. Conosci la mia dedizione.

Cammino sempre più a ritroso. Il mio corpo torna ad essere una piccola cellula.

Forse puoi capire: la scena è perfetta.

MAMMA

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