Lettera di Antonella Ghirardi

Lettera di Antonella Ghirardi

Caro Gru,

stamattina mi sono svegliata con una certezza che risuonava nella mia mente e cioè che il vero problema sia la questione del tempo: il tempo si restringe e si dilata a seconda delle situazioni e probabilmente non è mai sufficiente. C’è gente che impiega anni per fare una scelta o per prendere una decisione, così come c’è gente che per mancanza di coraggio preferisce mettersi in standby per non affrontare la realtà delle cose. Altra gente invece si illude che col passare del tempo, i ricordi possano affievolirsi, le sensazioni possano essere dimenticate, i dettagli possano aver lasciato spazio ad una serie di immagini sbiadite in bianco e nero.

Io penso molto più semplicemente che esistano momenti d’impatto che sono in grado di essere registrati dal cuore in modo tale da non lasciarlo più…..vedi, la mia questione del fluire del tempo risiede esattamente in quei tre mesi che ho condiviso con te prima della tua partenza. Tre mesi che sono stati così intensi e pieni e compi di emozioni da indirizzare la mia vita su un binario differente. Ti ricordi cosa ti scrissi una volta in quella lettera che ti consegnai poco prima della tua partenza? “Novanta giorni: cosa vuoi che siano novanta giorni paragonati ad una intera esistenza? Meno che niente, eppure sono stati abbastanza perché io imparassi ad amarti”. Il tempo non possiamo fermarlo e non possiamo riviverlo; il tempo scorre inesorabilmente. Quei tre mesi con te mi hanno trasformata nella donna che ora sono e oggi, a distanza di anni, quei novanta giorni con te continuano ad essere i più bei giorni della mia vita… Ecco, quando voglio sentirti vicino e annullare tutti quei chilometri che ci dividono, alzo gli occhi al cielo e mentre vedo brillar le stelle mi dico che si, una vita intera può essere racchiusa in un solo istante ed allora io sono qui e lascio che il destino firmi le nostre carte.

Resto immobile, socchiudo gli occhi e ti vedo nel tuo salotto di casa, in quella città che ora è avvolta da quel freddo pungente ottobrino… tu sei disteso sul divano e stai osservando il panorama che puoi ammirare da quel palazzo così alto…ti imagino con la tua tuta mentre con cura scegli una canzone di sottofondo ed io, io vorrei essere lì con te, vorrei stappare una bottiglia di buon vino e riempire due calici… e mentre mi avvicino a te e immergo il mio nasino nella tua felpa per conservarne l’odore, ti stringo in un abbraccio senza tempo e sento le tue braccia che circondano i miei fianchi… sai di buono… ho gli occhi umidi per la tanta emozione che lentamente mi percorre la schiena trasformandosi in un brivido; il tuo cuore lo sento battere forte, è lì che accelera il suo battito, sul mio petto… io non sento più il mio stomaco, si è fatto piccolo piccolo… sento il flusso di energia che attraversa i nostri corpi e che rende quell’abbraccio, una dolce melodia… il nostro abbraccio è magia pura, ogni volta… mi stacco un attimo da te e piano piano ti sussurro: “ hai presente quando il rumore di un’esperienza vissuta è così forte da non lasciarti dormire?”. Mi guardi come tu solo fai, i tuoi occhi sono due fari che mi spogliano l’anima e mentre passi la tua mano tra i miei capelli, baci le mie labbra… i mie pensieri… le mie parole…

Così adesso dischiudo gli occhi e sono sotto questo manto stellato a frugare tra i miei pensieri e mi rendo conto di come il tempo sia passato, di come siano cambiate alcune situazioni nelle nostre vite ma anche di come alcune cose importanti tra noi siano rimaste inverosimilmente e meravigliosamente intatte ed io allora, col cuore strabordante di gioia, continuo ad essere sicura di una cosa……. A presto Gru.

Tua
Agnes

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