Scoperto murale di Leonardo nel Castello Sforzesco

Venuto alla luce il murale di Leonardo da Vinci nella Sala delle Asse nel Castello Sforzesco. La sala sarà aperta al pubblico il 16 maggio
Scoperto murale di Leonardo nel Castello Sforzesco

MILANO – È stato scoperto nel Castello Sforzesco di Milano, in particolare nella Sala delle Asse il disegno preparatorio del murale attribuito a Leonardo da Vinci. Si tratta di una scoperta davvero preziosa, in quanto si tratta di un esemplare unico e in quanto proprio quest’anno si celebra il cinquecentenario dalla morte di Leonardo da Vinci.

Il tracciato di un disegno a carboncino

Nella Sala delle Asse del Castello Sforzesco i lavori di restauro hanno scovato, sotto strati di pittura e calce tracce di decorazione che fanno pensare alla mano di Leonardo da Vinci. L’immagine che i restauratori si sono fatti è di un Leonardo maestro che fornisce direttive ai propri allievi secondo il tipico insegnamento delle botteghe del Rinascimento. Il disegno a carboncino rappresenta un paesaggio naturale armonioso.
«Difficile stabilire con esattezza in questo momento se sia Leonardo in prima persona a disegnare, ma il respiro del Genio è evidente. È una lenta scoperta, giorno dopo giorno. La prospettiva che i disegni ci offrono per capire meglio l’arte e il periodo è di inestimabile valore culturale», racconta Claudio Salsi, Soprintendente del Castello e docente di Storia del disegno e dell’incisione all’Università Cattolica. «Una rara testimonianza di disegno murale leonardesco».
Anna Brunetto, specializzata in tecnologia laser, sta dirigendo l’individuazione delle tracce di decorazione attraverso la rimozione di strati di pittura e calce e afferma «Una meravigliosa fatica e un’emozione incredibile. Un regalo che ci sta facendo Leonardo».

La Sala delle Asse

La Sala delle Asse si trova al piano terra del torrione nord-orientale del castello, chiamato Torrione del Falconiere. L’antico nome della sala era Camera dei Moroni, decorata per Ludovico il Moro con disegni di sedici piante di gelso, simbolo appunto del Moro. Il nuovo nome della sala prende spunto dalle assi di legno che si pensa rivestissero le pareti della sala. Leonardo da Vinci non finì l’opera a causa della vicina invasione da parte dell’esercito francese.
Spiega Pietro Marani, tra i massimi studiosi di Leonardo, membro della commissione di restauro della Sala delle Asse: «La scoperta dei disegni cambia la prospettiva di lettura della Sala e ci riconsegna una costruzione scenografica che si allarga in uno spazio più ampio rispetto ai canoni della pittura quattrocentesca. Ancora una volta Leonardo è un innovatore».
La sala sarà aperta al pubblico dal 16 maggio, data di avvio alla celebrazione del cinquecentenario della morte di Leonardo, che prevede appuntamenti e iniziative in tutta Europa.

Via: Corriere della Sera

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