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La mostra

Van Gogh e i pittori contemporanei, la mostra a Padova

Una grande mostra di gruppo di esponenti della migliore pittura contemporanea in Italia che riprendono i temi e i colori di Van Gogh.

In contemporanea con l’imponente mostra monografica del genio olandese, a Padova è stata organizzata una grande mostra di gruppo di esponenti della migliore pittura contemporanea in Italia, secondo la visione critica di Marco Goldin. “Attorno a Van Gogh. Otto pittori e i colori della vita” sarà aperta fino al 6 giugno al San Gaetano.

“Attorno a Van Gogh. Otto pittori e i colori della vita”

La mostra Attorno a Van Gogh, aperta negli spazi bellissimi del Centro San Gaetano a Padova dal 26 aprile al 6 giugno, offre a tutti l’esito del lavoro di questi otto artisti. Si è svolto tra la seconda parte del 2019 e l’inizio del 2021, sempre con opere appositamente realizzate per questa circostanza. Sono stati capaci di uscire dal giogo dell’imitazione, anzi non ne hanno mai provato la necessità, presi piuttosto dal restituire quel fiato di vento che hanno sentito scendere dalle montagne del destino. O vibrare in mezzo ai campi di grano, magari sotto un cielo stellato. Hanno sentito che si può̀ fare ancora pittura come dichiarazione d’esistenza e d’amore.

Gli artisti in mostra

Con la mostra “Attorno a Van Gogh. Otto pittori e i colori della vita”, arriva una sorta di seconda puntata che lega otto artisti, donne e uomini in Italia, a Vincent Van Gogh. Si tratta di Laura Barbarini, Franco Dugo, Attilio Forgioli, Matteo Massagrande, Cetty Previtera, Giuseppe Puglisi, Laura Villani, Piero Zuccaro. Il risultato di queste otto originali ricerche si ammira in tutti gli spazi che accompagnano e circondano le sale dell’esposizione su Van Gogh. Visioni diversissime, temi e tagli assolutamente personali. Goldin ha isolato alcuni temi all’interno dell’opera di Van Gogh e ha scelto questi artisti perché́ sentiva una vicinanza a quei tempi, a quei canti di parole smozzicate e colori che arrivano ancora fin dentro gli occhi.

 

L’idea di Marco Goldin

Marco Goldin a ripercorrere la genesi del progetto: “Ho isolato alcuni temi all’interno dell’opera di Van Gogh, e sopra essi il pittore olandese aveva indugiato a lungo. Mi sono guardato intorno, ho rivisto pittori con i quali già avevo lavorato in un tempo passato, altri con i quali invece la consuetudine non c’era quasi mai stata. Li ho scelti perché sentivo in loro una vicinanza a quei tempi, a quei canti di parole smozzicate e colori che ti arrivano ancora fin dentro gli occhi. E poi c’è solo l’anima. Gli artisti sono stati capaci di uscire dal giogo dell’imitazione, presi piuttosto dal restituire quel fiato di vento che hanno sentito scendere dalle montagne del destino.”

 

 

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