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“Sono con voi”, il messaggio di Franceschini ai manifestanti al Globe Theatre

Un gruppo di lavoratori dello spettacolo ha occupato il Globe Theatre a Villa Borghese a Roma per chiedere una riforma strutturale del settore. Le rassicurazioni del ministro Franceschini

“Ho apprezzato il tono costruttivo, positivo anche di protesta che ha accompagnato questa azione. Ci tengo innanzitutto a dire che io non sono la controparte, io ho il dovere di essere il vostro rappresentante nelle istituzioni. Ho dovere di rappresentare il vostro mondo e ho cercato di farlo fin dall’inizio della pandemia, quando è arrivata questa bufera, che ha travolto tutto il Paese”. Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura Dario Franceschini rivolgendosi a ragazzi e artisti che stanno animano la protesta dopo aver occupato il al Globe Theatre di Villa Borghese.

La protesta al Globe Theatre

A più di un anno dallo stop a causa della pandemia, artisti, attori e autori occupano il Globe Theatre e chiedono una riforma radicale del settore. “A noi gli occhi please” è lo striscione che cita Gigi Proietti e riassume il messaggio voluto lanciare da una sessantina di artisti e lavoratori nello spettacolo. Essi hanno scelto di occupare il Globe Theatre per chiedere “La ripresa in sicurezza degli spettacoli”. Un’occupazione pacifica per chiedere un sostegno.

Il messaggio di Franceschini ai lavoratori dello spettacolo

“La pandemia ha colpito in particolare il mondo della cultura portando alla chiusura di tutti i luoghi, tranne qualche mese d’estate. E’ stata una conseguenza dolorosa per il Paese oltre per chi lavora nel settore: le maestranze, gli artisti, quelli che tengono vivo il teatro, lo spettacolo dal vivo. Noi abbiamo cercato di intervenire con tutti gli strumenti di urgenza che si sono in parte cumulati a quelli generali previsti per le imprese e per i lavoratori e, per la prima volta in un settore che non aveva alcuna forma di protezione sociale, sono arrivati gli ammortizzatori sociali e quegli interventi, 600mila euro, per il fondo per i precari, i non garantiti e gli intermittenti.

Nel corso di questo lavoro abbiamo avuto la possibilità di censire un mondo di cui non si conoscevano i numeri. Si parlava da tempo dell’esigenza di regolarizzare i lavoratori del settore, di farli uscire da un rapporto con poche protezioni sociali e questo ha consentito, così, di avere una mappa precisa dei lavoratori intermittenti. C’è una legge delega che consente di andare con uno strumento legislativo accelerato ad approvare una norma che renda permanente alcune protezioni che abbiamo introdotto nella fase di emergenza. Stiamo anche affrontando, in queste ore, il problema di coloro che hanno avuto i contributi dell’emergenza ma non hanno potuto versare la quota relativa a coprire il proprio percorso pensionistico per il 2020/2021 e stiamo cercando di capire come evitare che ci siano dei “vuoti previdenziali” per quest’ultimi.

E’ una grande operazione che stiamo facendo con il ministero del Lavoro e lo vogliamo fare ascoltando le associazioni di categoria e tutte quelle che se ne stanno occupando e che sono sorte in questo anno e mezzo di emergenza in modo spontaneo e molto vivace. La Commissione parlamentare ha finito un’indagine conoscitiva e la renderà nota la prossima settimana e darà un quadro più chiaro in cui poter intervenire per dare non solo una garanzia dell’uscita dall’emergenza ma anche nuove prospettive per i lavoratori del settore che per troppi decenni non le hanno avute”, ha concluso il Ministro, che ha confermato l’incontro previsto con i rappresentanti di categoria per il prossimo 22 aprile insieme al Ministro del Lavoro Andrea Orlando.

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