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Loredana Frescura e Marco Tomatis, “Vogliamo far pensare i lettori più giovani, su quello che è successo prima della Shoa”

la storia di Fiordaliso

Per prepararci alla Giornata della Memoria abbiamo deciso di farci aiutare anche dal racconto di Fiordaliso, una ragazzina di soli 11 anni. Ecco l’intervista agli autori…

MILANO – Una tematica delicata come l’Olocausto raccontata ai ragazzi. La storia di Fiordaliso, una ragazzina di 11 anni che vive in prima persona i drammi di quel periodo. Ester, il vero nome di Fiordaliso, è una brava ginnasta e  viene scelta per portare i fiori a Hitler. Sarebbe uno scandalo enorme se si scoprisse che la bambina in realtà ha origini ebree. Un racconto di uno dei periodi più drammatici della Storia, vista attraverso gli occhi innocenti di una bambina Fiordaliso. Ecco l’intervista a Loredana Frescura e Marco Tomatis, autori di “Storia di Fiordaliso”

Com’è nata l’idea di questo libro?

Senza dubbio, per questo romanzo, folgorante è stato il fotogramma del filmato dell’Istituto Luce riguardante l’inaugurazione delle Olimpiadi di Berlino del 1936: una bambina con un mazzo di fiori in mano, corre incontro a Hitler per omaggiarlo in mezzo ad una folla osannante. Chi era quella bimba? Per noi è diventata Fiordaliso. Ma il romanzo ha una genesi ben più lontana e complessa. Un giorno di alcuni anni fa i miei figli, leggendo articoli sulla Shoah, mi chiesero perché, perché fosse potuto accadere, perché  l’Olocausto non fu fermato, non fu denunciato a gran voce. Perché. La mia risposta non fu immediata. Cominciai a raccogliere materiale per spiegare meglio e più ammassavo articoli, documenti e filmati, più diventava un ossimoro la risposta: chiara e oscura. Nella banalità del male ho trovato la maggior parte delle risposte ai quei “perché” che nel romanzo di Fiordaliso diventano persone, azioni, eventi, diventano il nastro della storia stessa.

Qual è il messaggio che volete lasciare con il personaggio di Ester/Fiordaliso?

Che un libro debba obbligatoriamente lanciare messaggi appartiene a una concezione datata della letteratura per ragazzi.  Quella che le assegnava soprattutto  finalità pedagogiche e didattiche, quando non addirittura propagandistiche,  e magari guardava di storto i grandi libri di avventura.  Per noi un libro prima di tutto deve coinvolgere il lettore, entrargli nel cuore, interessarlo, commuoverlo, divertirlo, farlo riflettere.  Certo poi qualunque testo riflette le idee, la sensibilità e i valori di chi lo scrive, per cui è inevitabile che si occupi di certi contenuti piuttosto che di altri. Nel caso di “Storia di Fiordaliso”  abbiamo voluto raccontare una storia, totalmente inventata, ma che avrebbe anche potuto esser vera, per contribuire a far pensare i lettori giovani e meno giovani, su quello che è successo “prima” della Shoa. Per far vedere che non si è trattato di un avvenimento piovuto dal cielo, opera di alieni provenienti da lontane galassie,  ma una faccenda completamente umana. Un esempio fra i tanti  di come troppo sovente il sonno della ragione produca mostri. A questo proposito c’è una frase nel libro una frase che consideriamo particolarmente illuminante. Quando Ester, prova “sorpresa, stupore e meraviglia… quando Linzie disse che Hitler era al potere in Germania solo da tre anni. Io pensavo invece che fosse da sempre, che fosse come Dio.” No Hitler non era Dio. Era invece un uomo andato al potere con libere elezioni La banalità del male appunto.

Questo non è il primo libro per ragazzi che scrivete. Perché avete deciso di rivolgervi ad un pubblico così giovane?

Ambedue insegnanti, viviamo da molti anni la nostra vita con i bambini e i ragazzi, li conosciamo, ne amiamo la forza e il coraggio, la spensieratezza, le molteplici possibilità di crescita e di bellezza. E’ stato quasi naturale rivolgerci a loro e cercare di contribuire allo sviluppo delle loro potenzialità. E’ un pubblico esigente, che non fa sconti, non si accontenta, che non guarda alla forma; è il pubblico migliore che costringe alla sfida, è un pubblico che cerca la verità e noi siamo onorati di essere riconosciuti come autori di letteratura per ragazzi.

Come è stato raccontare una tematica così delicata a dei ragazzi?

Noi pensiamo che con i ragazzi  si possa affrontare qualsiasi argomento. Il nodo è semmai in che modo. Nel  caso di “Storia di Fiordaliso”  abbiamo cercato di farlo attraverso una storia che noi pensiamo accattivante, commovente e coinvolgente e in grado di far  venire voglio di girare una pagina dopo l’altra  per vedere come si dipana e andrà a finire. E questo abbiamo cercato di ottenerlo, oltre che con una trama ricca di colpi di scena,  soprattutto attraverso una scrittura semplice, comprensibile ai ragazzi, (e anche a molti adulti) ma per niente  banale.

Pensate che la letteratura sia il modo migliore per aiutare i più piccoli a non dimenticare?

La letteratura non è il modo migliore per aiutare i più piccoli a non dimenticare. E’ solo uno dei tanti. Pensiamo alle immagini, ormai come è stato detto da parecchio, viviamo in una sorta di iconosfera, alla musica , mai così diffusa e ad altri media di vario genere.  Certo resta un mezzo fondamentale e necessario,  perché il linguaggio verbale,  orale o scritto, resta la forma principe di comunicazione tra gli esseri umani.

Loredana Frescura e Marco Tomatis, “Vogliamo far pensare i lettori più giovani, su quello che è successo prima della Shoa” ultima modifica: 2018-01-27T09:07:42+00:00 da Salvatore Galeone

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