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Eleonora Zamparutti, “avvicinarsi all’arte significa voler conoscere cosa siamo”

Eleonora Zamparutti, “avvicinarsi all’arte significa voler conoscere cosa siamo”

Intervista ad Eleonora Zamparutti, cofondatrice del giornale”Arte.it”, testata on line che ha sviluppato il primo progetto sistematico di mappatura dell’arte e i beni culturali in Italia….

MILANO – Abbiamo intervistato Eleonora Zamparutti , direttore editoriale del giornale “Arte.it”. Il magazine on line mira a far conoscere le realtà artistiche locali mediante la costruzione del primo database georeferenziato dell’arte e dei beni culturali italiani. Chi accede al portale “Arte.it” può sfogliare mostre, conoscere luoghi di interesse ed essere informato sui principali eventi artistici delle città italiane. La testata on line fornisce dunque strumenti utili ed immediati che aiutano a sviluppare una sensibilità artistica in chiunque voglia accostarsi a questo mondo. Scopriamo insieme come è nata questa idea e quali sono i consigli per avvicinarsi all’arte.

Come è nato il progetto “Arte.it” e qual è il suo obiettivo?

Il progetto “Arte.it” nasce da un’idea comune, che coinvolge, oltre me, i miei soci Piero Muscarà, Gianfranco Pra Floriani e Valentino Causin. In occasione di una bellissima mostra di Caravaggio alle Scuderie del Quirinale a Roma, passando per puro caso di lì, mi accorsi che c’era una lunga fila di persone che aspettavano di visitare l’esposizione. In quella circostanza mi resi conto che per tutta la gente che era lì in attesa mancava un supporto  che potesse dare loro informazioni su quello che già esisteva di Caravaggio nella città. C’era un grande evento, un’importante mostra, ma era come se questa rassegna fosse scollegata dal luogo in cui si svolgeva, un luogo, peraltro, ricco di opere d’arte pertinenti al tema dell’esposizione.
All’epoca avevamo un’altra società, ci occupavamo di informazione digitale attraverso una serie di testate verticali e tematiche dedicate ai temi dell’informazione e dell’intrattenimento. In quell’occasione lì pensammo che Arte.it, che era uno dei domini che facevano parte del network NEXTA, poteva avere uno sviluppo diverso: poteva diventare sì una testata di informazione, ma ben collegata all’immenso patrimonio di arte e cultura presente nel nostro Paese. Ci eravamo resi conto, all’epoca, che quello che mancava era un progetto che mettesse a sistema il patrimonio residente -che è in capo ad amministrazioni diverse (statali, locali, ecclesiastiche)- con la vasta produzione di eventi temporanei, quali appunto le mostre. Da questa idea è nata “Arte.it”. Il risultato è un magazine, un notiziario dove vengono diffuse informazioni sull’arte in Italia. Nel nostro giornale c’è un calendario delle mostre; vengono pubblicati oltre 4.000 eventi con l’idea di mettere a sistema tutto quello che c’è e viene offerto a livello locale, dalla mostra organizzata presso la sede di un museo statale o la mostra organizzata da una fondazione privata, a un evento di una galleria importante che può essere interessante per il nostro pubblico. In più, oltre al magazine di attualità, c’è il database dei luoghi di interesse d’arte e cultura in Italia. Abbiamo mappato fino ad oggi 10.000 punti di interesse tra musei, chiese, monumenti e all’interno dei musei e delle chiese abbiamo cercato di individuare le opere d’arte più importanti.

La vostra è una testata che lavora on line. Qual è il ruolo della tecnologia nella diffusione dell’arte?

L’arte è sicuramente il grande attrattore dell’industria del turismo in Italia. Utilizzare mezzi digitali per comunicare, fare informazione e svelare questo ricco patrimonio che abbiamo significa intercettare l’interesse, la domanda di tutti quei viaggiatori che si organizzano utilizzando i mezzi digitali per prenotare le loro vacanze. Oggi non si può pensare di fare un’attività di comunicazione intorno a qualsiasi ambito senza tener conto dei mezzi digitali. Le persone si informano e vengono a sapere che le cose esistono perché interrogano i motori di ricerca o perché frequentano i siti di destinazione finale.

Qual è il peso dell’arte contemporanea e come viene percepita rispetto all’arte tradizionale? Che peso ha l’arte di oggi e quanto interesse c’è nel viverla?

Il contemporaneo sicuramente ha una forte presa sul pubblico, anche e soprattutto giovane. Le fiere di arte contemporanea, da “Artissima” a Torino ad “Arte fiera” a Bologna o alla Biennale di Venezia, hanno la capacità di catalizzare delle persone così come lo fanno i festival di fotografia. La fotografia però ha un linguaggio moto immediato; l’arte contemporanea in verità è molto complessa da decifrare. Per quanto riguarda i contenitori dell’arte, le sedi, sicuramente queste hanno una forte capacità di richiamare audience, basti pensare alla Fondazione Prada che attira molte persone anche grazie agli aspetti peculiari dell’arte contemporanea che sono la sperimentazione e l’ innovazione.

Se lei dovesse dare 3 consigli per avvicinare le persone al mondo dell’arte, quali potrebbero essere?

L’Italia è un Paese con un grandissimo patrimonio d’arte. Conoscere il patrimonio che abbiamo ereditato significa appropriarci della memoria del nostro Paese e della nostra cultura. Quindi per un italiano si tratta innanzitutto di un tema identitario: avvicinarsi all’arte significa voler conoscere cosa siamo. L’arte è una chiave di lettura molto interessante per viaggiare nel nostro Paese: c’è molto da scoprire, e consiglierei di andare a Paestum o di visitare i templi in Sicilia prima di andare in vacanza a Sharm el-Sheikh. Oltre che esserci un bellissimo paesaggio, in Italia c’è anche grande cultura. Quindi sarebbe importante imparare a sapere da dove veniamo.
Altro consiglio per avvicinare le persone all’arte è far sapere che i luoghi d’arte sono molto belli, sono luoghi che regalano una ricchezza emotiva immediata e questa è una cosa da non lasciarsi sfuggire. Per emergere dall’orrore e dal grigiore del traffico urbano, forse varrebbe la pena andare a vedere questi luoghi e i capolavori che contengono perché fanno bene allo spirito.
Non bisogna poi dimenticare, come terzo sprone, che vi sono tanti luoghi ad accesso gratuito quindi non serve fare grandi investimenti e finalmente si ha un tema da comunicare agli altri. Quando si prende consapevolezza del bello che ci circonda si ha anche qualcosa da dire, si può comunicare e condividere qualcosa che può emozionare qualcuno.

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Eleonora Zamparutti, “avvicinarsi all’arte significa voler conoscere cosa siamo” ultima modifica: 2015-10-27T11:56:31+00:00 da Tiziana Iannuzzi

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