Arte

Come Instagram sta modificando il modo in cui viviamo l’arte

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Il modo di concepire l’arte e di godersi l’esperienza immersiva della mostra è del tutto cambiato con il sopravvento dei social media …

MILANO – “Si prega di scattare le foto il più rapidamente possibile e queste si possono trovare online. Tutto è online”. Queste erano le istruzioni rivolte ai visitatori prima di accedere al National Portrait Gallery degli Stati Uniti qualche settimana fa. Dopo la presentazione dei ritratti Smithsoniani ufficiali di Barack e Michelle Obama il 12 febbraio, centinaia di persone si sono riversate nel museo di Washington, alcuni delle quali in coda per ore, per osservare per qualche secondo i dipinti molto chiacchierati di Kehinde Wiley e Amy Sherald. Una volta di fronte ai ritratti, trai visitatori c’è chi ha alzato il cellulare per scattare una foto del dipinto e chi ha scattato un selfie con il dipinto come sfondo. In tutta questa frenesia social e tecnologica, ciò che quasi nessuno ha fatto è stato alzare gli occhi dal proprio cellulare e usare il tempo a disposizione per fissare le tele accattivanti e simboliche. A far luce situazione viene in aiuto Quartzy

Foto e selfie nei musei

Allora viene da chiedersi: perchè aspettare in fila per ore per guardare due dipinti, solo per stare di fronte a loro, guardandoli attraverso il piccolo schermo del telefono? Eppure questo comportamento non è esclusivo dell’evento dei ritratti di Obama. È una scena che si svolge in tutto il mondo e i musei d’arte e i curatori non sembrano preoccuparsi. Sono anche ormai lontani i cartelli con il divieto di scattare foto.Questo è ben diverso dal tempo in cui i musei d’arte bandivano i fotografi. Molte macchine fotografiche ristrette proteggevano i materiali sensibili alla luce o proteggevano i diritti d’autore dei proprietari che prestavano opere a un’esposizione. Ma da qualche anno con il boom di Instagram, il social ha  cominciato a permeare ogni aspetto della vita moderna. Per questo alcuni curatori delle mostre hanno voluto dare la possibilità di far interagire i visitatori con le opere. Non dimentichiamo però che quest’aspetto, avendo quasi aperto “la gabbia ai leoni” ha portato i visitatori a creare alcuni danni da parte di visitatori a causa della loro maldestria.

Giudizi affrettati

Guardare l’arte online alimenta una folla di critici casuali. Uno studio ha scoperto che i frequentatori di musei trascorrevano in media 17 secondi guardando un’opera d’arte in un museo, con la restante parte del tempo trascorso a leggere il testo del muro. Con i social media, questo lasso di tempo si è ridotto drasticamente. C’è stato un periodo in cui gli amanti dell’arte hanno percorso grandi distanze per vedere un’opera d’arte. Per questi il museo rappresentava il luogo in cui affinare la capacità di scoprire la bellezza e apprezzare le sfumature dell’arte, senza filtro alcuno. Oggi le piattaforme con gli incredibili tour dei musei virtuali di Google, hanno eliminato la necessità di viaggiare, consentendo agli amanti dell’arte di “visitare” i migliori musei e “vedere” le opere d’arte da vicino, a risoluzioni anche più elevate rispetto a quelle che sarebbero state esposte davanti a un museo. Guardare l’arte sui nostri schermi retroilluminati però, non renderà mai giustizia alla bellezza e ai dettagli che solo un’opera dal vivo sa dare.

Scattare foto non è del tutto sbagliato

Possono i social media davvero migliorare la nostra esperienza artistica? Un quadro pieno di speranze emerge in uno studio del 2015 condotto al Museo delle arti applicate e delle scienze di Sydney. Dallo studio è emerso che oltre il 90% dei post di Instagram riguardava i dettagli della mostra, non i selfie di vanità come molti supponevano. Questo suggeriva che la maggior parte dei visitatori si era presa del tempo per vedere il vero artefatto e comporre una didascalia pensosa. La risposta è di non abbandonare il telefono, o addirittura di controllarlo nel guardaroba del museo. Il consiglio sembra addiruttura quello di munirsi di telefono, guardare l’opera e lasciarsi ispirare per lo scatto.


 

 

Come Instagram sta modificando il modo in cui viviamo l’arte ultima modifica: 2018-03-18T08:58:12+00:00 da Salvatore Galeone

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