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Yair e Myriam, l’amore epistolare raccontato da David Grossman

Yair Einhorn e Myriam, protagonisti del romanzo di David Grossman "Che tu sia per me il mio coltello", vivono un rapporto d'amore profondo e tormentato, ma al contempo aperto e privo di ogni vincolo, confinato a uno scambio epistolare di sei mesi

Un rapporto profondo, libero, senza vincoli, ma esclusivamente epistolare. Parliamo della storia d’amore tra Yair e Myriam, i protagonisti del libro “Che tu sia per me il coltello” dello scrittore ebraico David Grossman. Ognuno dei due offre all’altro ciò che mai avrebbe osato dare ad alcuno, e in questo processo di svelamento Yair e Myriam scoprono l’importanza dell’immaginazione nei rapporti umani e la sensualità che si nasconde nelle parole.

L’amore tra Yair e Myriam

 A una festa, Yair nota un gesto apparentemente semplice, come lo stringersi nelle braccia, di una donna a lui sconosciuta, una insegnante di nome Myriam, e ne rimane così colpito che le invia una prima lettera nella quale le propone di iniziare uno scambio epistolare: la donna accetta e in queste lettere Yair le confessa tutti i suoi tormenti, le sue sofferenze, si svela per quel che è davvero e non per quel che si sforza di apparire. I due iniziano a conoscersi sempre meglio e ad aprirsi l’un l’altro, dando prova di grande sensualità in una relazione di fatto basata sull’immaginazione e fortemente imperniata su un erotismo fantasioso, crudo e immaginifico, che vive di lampi e di struggenti emozioni.

Nonostante i due si rivelino vicendevolmente particolari molto intimi della propria esistenza e condividano la parte nascosta e più profonda di se stessi, Yair preferisce utilizzare dei nomi di fantasia quando si tratta di dover parlare dei propri familiari (chiama infatti la moglie Maya e il figlio Yidò). Ne deriva un contrasto tra stretta intimità e reticenza di informazioni pubbliche. Ad un certo punto, Yair di interrompere lo scambio; decisione, questa, che lascia Myriam piuttosto contrariata per il fortissimo livello di coinvolgimento nella relazione.

La frattura e l’unione per l’eternità

Quando Yair si trasferisce momentaneamente a Tel Aviv e le inizia a spedire da lì le sue lettere, Myriam si mette in viaggio e lo cerca, ma invano. Col passare del tempo si crea una frattura insanabile tra i due: Myriam, infatti, vorrebbe trasformare quel rapporto in qualcosa di diverso, desidererebbe incontrare Yair e non limitarsi all’invio e alla ricezione di lettere; sin dalla prima missiva, Yair chiarisce, invece, la possibilità di spezzare un giorno all’improvviso quel sogno fatto di parole e di lettere, e di non voler incontrare la donna.

Nella sua ultima lettera, Yair rivela il proprio nome completo, di cosa si occupa per lavorare e dove abita, ed è questo il suo modo di porre un punto fermo alla relazione; il tutto avviene al termine di una lunghissima lettera tanto struggente quanto potente dell’uomo, che ha il suo parossismo in un rapporto sessuale lacerante che li unisce, nelle fantasie di Yair, per l’eternità.

Che tu sia per me il coltello

“Che tu sia per me il coltello” è un romanzo epistolare scritto da David Grossman nel 1998, edito in Italia da Mondadori nel 1999 nella traduzione di Alessandra Shomroni. Il titolo del romanzo è ripreso dalle Lettere a Milena di Franz Kafka: “Amore è il fatto che tu sia per me il coltello col quale frugo dentro me stesso”. Il romanzo racconta la storia di Yair Einhorn e Myriam, entrambi sposati e di Gerusalemme, i quali vivono un rapporto d’amore profondo e tormentato, ma al contempo aperto e privo di ogni vincolo, che rimane confinato a uno scambio epistolare di sei mesi, dal 3 aprile al 3 ottobre.

Grossman inserisce nella prima sezione del suo romanzo soltanto le lettere di Yair. Il lettore può intuire alcune delle risposte di Myriam dalle lettere dell’uomo, che spesso cita alcune frasi della donna, commenta le sue parole, le sue impressioni e le riesamina. Nella seconda parte del romanzo, invece, viene riportato il diario tenuto da Myriam nei mesi nei quali i due si scambiano le lettere e nelle settimane successive alla decisione unilaterale di Yair di interrompere la corrispondenza. “Che tu sia per me il coltello” è un romanzo avvolgente e “impudico” che mostra quanta strada bisogna percorrere per vincere la paura e arrivare a toccare liberamente, con pienezza, l’anima (e il corpo) di un altro essere umano.

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