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La storia d'amore

Robert Mapplethorpe e Patty Smith, amore arte e musica

Robert Mapplethorpe e Patti Smith si conobbero a New York nel fermento culturale della fine degli anni Sessanta e restarono uniti una vita intera

Ricorre oggi l’anniversario del fotografo statunitense Robert Mapplethorpe, nato il 4 novembre del 1946 a New York e morto il 9 marzo del 1989 a Boston. Per omaggiarlo vogliamo ripercorrere il suo amore con la cantante Patti Smith. Il loro fu un rapporto intenso e profondo, un legame che durò per tutta la vita e che sarà raccontato dalla stessa Patti Smith nel libro “Just kids“.

Il primo incontro

I due artisti si conobbero nella primavera del 1967 a New York, anni particolari per gli Stati Uniti, alle prese con la guerra del Vietnam, le rivolte studentesche ed i movimenti di liberazione. All’epoca la Patti Smith era una giovane ragazza appena arrivata a New York, con la volontà di diventare una poetessa. Tra i due è subito attrazione: essi vanno a convivere insieme prima in un appartamento in Hall Street, e successivamente al Chelsea Hotel. I due condivideranno la stanza dell’albergo per alcuni anni, prima come amanti, poi come amici. Il rapporto intimo con Patti è uno dei più importanti per Robert, che individuerà nella cantante la sua musa ispiratrice per le sue fotografie. 

Robert Mapplethorpe e l’omosessualità

Qualcosa cambia nel 1972, quando Robert Mapplethorpe conosce e diventa l’amante di Sam Wagstaff, curatore d’arte e collezionista che avrà una parte importante nel dar visibilità al lavoro fotografico di Mapplethorpe. In seguito a questo nuovo filone della sua vita, nell’ottobre dello stesso anno Robert lascia l’appartamento della 23ª strada che aveva condiviso con Patti Smith per andare a vivere nel loft di Bond Street comperato con i soldi di Sam Wagstaff. La storia d’amore tra Robert e Patti, quindi, terminerà qui a causa dell’omosessualità di lui, ma tra i due resterà un forte legame che li terrà uniti per sempre.

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Oltre la morte

 Robert Mapplethorpe morirà nel marzo del 1989 a causa delle conseguenze dell’AIDS. Patti Smith, tutt’oggi, porta con se il suo ricordo, considerandolo uno degli uomini più importanti della sua vita. Vi proponiamo uno dei passaggi più toccanti di “Just kids”, ovvero l’ultimo incontro tra i due. “Ci salutammo e lasciai la stanza. Qualcosa mi spinse a tornare indietro. Era scivolato in un sonno leggero. Restai a guardarlo. Così sereno, come un bambino vecchissimo. Aprì gli occhi e mi sorrise. “Sei già tornata?” Poi si riaddormentò. L’ultima immagine di lui fu come la prima. Un giovane che dormiva ammantato di luce, che riapriva gli occhi col sorriso di chi aveva riconosciuto colei che mai gli era stata sconosciuta”.

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