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Sant’Agostino, la lettera che ci insegna ad amare

Questa bellissima lettera di Sant’Agostino, di cui oggi ricorre l'anniversario della morte, insegna ad ognuno di noi come amare i propri compagni di vita, per vivere una relazione fondata su amore e rispetto

Il 28 agosto del 430 scompariva Sant’Agostino,  filosofo, vescovo e teologo romano di origine nordafricana e lingua latina. Vogliamo ricordarlo attraverso una bellissima lettera, il cui tema principale è l’amore, inteso come forza sana e positiva capace di irrorare nuove relazioni, nuove famiglie. 

L’amore ha da sempre caratterizzato l’espressione artistica di scrittori, poeti, cantanti, pittori di ogni epoca. Essi hanno analizzato questo sentimento in ogni sua sfaccettatura, facendone risaltare tutti i suoi lati, positivi e negativi. Anche i santi della Chiesa hanno voluto esprimere il loro punto di vista sull’amore. In questa lettera, Sant’Agostino ci insegna ad amare ed esprime la sua visione sull’amore, su cui giovani e famiglie devono oggi fondare la propria relazione.

Sant’Agostino e l’amore

Agostino d’Ippona ci ha lasciato pagine di indescrivibile valore, non solo per profondità teologica, ma anche per un indubbio gusto letterario che, ancora oggi, viene ritenuto attuale e affascina chi lo legge per quell’intrinseca forza di guardare “alle cose del cielo”, ma al contempo di proiettarsi orizzontalmente “verso le cose della terra”.

Gli scritti di Sant’Agostino possono ben esprimere il concetto di Amore, non solo verso Dio, ma anche verso la persona amata. Questa è la grandezza “umana” del santo d’Ippona. Leggiamo quindi insieme quella che è stata definita “La lettera che insegna all’uomo come amare la donna”.

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La lettera di Sant’Agostino che ci insegna ad amare

“Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita.
Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo. 

Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.

Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori.

Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire. Guardala negli occhi affinché le dita
si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le
sicure promesse del vostro domani.

Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle
sventure.

Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi.
Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.
Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio.

Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila,
poiché domani ti potrà essere di rifugio.

E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere

Amala come il sole che invochi al mattino. Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore.

Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi
ha concesso la grazia più luminosa della vita!”

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