I tre segreti per trasformare i bambini in grandi lettori

Leggere soli, insieme ai propri figli e lasciare col tempo che siano loro a scegliere cosa prendere in mano per leggerlo. Sono queste le tre semplici azioni che un genitore deve seguire per invogliare a leggere i propri figli secondo un articolo pubblicato sul Nashville Parent...

Secondo quanto riportato in un articolo pubblicato sul Nashville Parent, sarebbe sorprendentemente facile creare un lettore. Studiosi ed esperti spiegano in che modo è possibile avvicinare i più piccoli alla lettura: basta seguire alcune semplici azioni

MILANO – Iniziare a leggere soli, quindi farlo insieme ai propri figli e poi lasciare col tempo che siano loro stessi a scegliere cosa prendere in mano per leggerlo. Secondo un articolo pubblicato sul Nashville Parent,  sono queste le tre semplici azioni che un genitore deve seguire per invogliare a leggere i propri figli. La maggior parte dei genitori non riesce a spiegare ai più piccoli l’importanza della lettura per la loro crescita. Da una ricerca effettuata su un campione di 100 genitori dal National Literacy Trust, si evidenzia che quasi un terzo di loro non legge ai loro figli, con il 29% degli intervistati che pensa che sarebbe più consono che qualcun altro svolgesse questo compito (insegnanti o altri membri della famiglia). Gli esperti di alfabetizzazione concordano nell’affermare quanto sia importante che i bambini leggano da piccoli e che lo facciano con i propri genitori.

CONSIGLI AI GENITORI – Quando i bambini non iniziano a leggere sin dalla tenera età, possono essere meno portati a farlo quando crescono, vedendo la lettura come un’attività pesante e noiosa. Gli esperti indicano tre segreti per far amare la lettura ai propri figli, sorprendentemente semplici da eseguire da parte dei genitori: leggere soli, leggere con i propri bambini e lasciare che leggano qualcosa a loro piacere. Tutti conoscono lo spirito emulativo dei bambini, i quali soprattutto in tenera età sono abituati a fare quello che facciamo noi. Se si vuole che i propri figli diventano lettori, occorre esserlo.


GENITORI E FIGLI INSIEME
– La maggior parte pensa che un genitore possa leggere qualsiasi cosa, purché riesca a coinvolgere i figli e a far comprendere l’importanza della lettura, ma finché i genitori riterranno che ci siano cose più importanti rispetto alla lettura, anche i figli la penseranno allo stesso modo. Secondo gli esperti, occorre leggere non per forza libri alla loro portata, ma anche romanzi un po’ più impegnati, i quali possono sembrare più difficili, ma non è detto che siano meno stimolanti. Si consiglia ai genitori inoltre di leggere ad alta voce davanti a loro il più a lungo possibile e in qualsiasi momento della giornata, non solo quando vanno a letto. Tenere i libri sparsi per tutta la casa, inoltre, aiuta.

I VANTAGGI DELLA LETTURA – La capacità di ascolto dei bambini e la comprensione della lettura non convergono fino alla terza media. Pertanto, è importante leggere libri ai  più piccoli che non sono ancora in grado di leggere da soli. Questo permette di arricchire il loro cervello di nuovi vocaboli, di aumentare la loro capacità di comprensione. La lettura ad alta voce sembra una cosa banale, ma in realtà, come afferma lo scrittore Marilyn Jager Adams “Leggere ad alta voce con i bambini è conosciuta per essere l’attività più importante per la costruzione delle conoscenze e delle competenze necessarie per imparare a leggere”.

LEGGERE CIO’ CHE SI VUOLE – La ricerca dimostra che per diventare lettori forti e appassionati, i bambini hanno bisogno di leggere molto. Uno studio condotto su alunni di terza media fa notare come siano lettori abili coloro che avevano letto almeno due ore e mezzo al giorno, mentre i più scarsi erano quelli che avevano letto soltanto per mezz’ora al giorno. Spesso si cercano per i propri figli soluzioni complicate per farli avvicinare alla lettura, mentre esperti e studiosi hanno dimostrato come la soluzione sia semplice: lasciare che leggano ciò che vogliono leggere pensando, in un primo momento, letteralmente in termini di quantità e non di qualità.

Nicla Cardellicchio

 


26 gennaio 2013

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