Perché il solstizio d’estate quest’anno è il 21 giugno (e cosa si nasconde dietro questa data magica)

Il 21 giugno è il solstizio d’estate: scopri perché cambia la data della giornata più lunga dell’anno tra astronomia, miti e letteratura.

Perché il solstizio d'estate quest'anno è il 21 giugno (e cosa si nasconde dietro questa data magica)

Il 21 giugno è il giorno del solstizio d’estate, ovvero la giornata con il maggior numero di ore di luce di tutto l’anno. Questa data, tanto attesa, segna ufficialmente l’inizio astronomico dell’estate nell’emisfero boreale. È il giorno in cui il Sole raggiunge il punto di declinazione massima nel cielo terrestre, regalandoci la giornata più lunga dell’anno e la notte più breve, quella in cui il sole tramonta più tardi.

Scopriamo perché la data del solstizio non è sempre la stessa e qual è il fascino culturale che si porta dietro.

La parola solstizio

Ma da dove deriva il termine solstizio e quale fenomeno rappresenta? La parola solstizio deriva dal latino solstĭtĭum, unione delle parole sōl (sole) e sistĕre (fermarsi). Il termine indica, in astronomia, il momento in cui il sole sembra “fermarsi” nel suo moto apparente lungo l’eclittica, raggiungendo il punto di massima (o minima, a dicembre) declinazione.

Questo fenomeno magico è dovuto all’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto al piano dell’orbita della Terra. Durante il solstizio di giugno, la Terra si trova nel punto in cui il Polo Nord raggiunge la sua massima inclinazione (circa 23,5 gradi) verso il Sole.

Tra miti, neopaganesimo e letteratura

Il solstizio d’estate, oltre ad essere un fenomeno astronomico, rappresenta anche un momento carico di simbolismo che ha sempre ispirato scrittori, poeti e antiche civiltà. Fin dai tempi della storia antica, l’inizio della bella stagione è stato celebrato con feste rituali, come i Litha nel neopaganesimo, legati ai falò notturni per “dare forza” al sole che da questo momento in poi inizierà a declinare.

Nel cristianesimo, questa transizione è stata associata alla natività di Giovanni Battista, dando vita alla celebre “Notte di San Giovanni” (tra il 23 e il 24 giugno). Ma nell’immaginario collettivo letterario, questo periodo dell’anno rievoca immediatamente le atmosfere oniriche e fatate di Shakespeare e del suo “Sogno di una notte di mezza estate”, dove il confine tra realtà, magia e amore si fa sottilissimo.

L’inizio dell’estate: gli orari e la luce

La data del solstizio d’estate, così come l’orario esatto, varia di anno in anno, pur oscillando sempre tra il 20 e il 21 giugno. Quest’anno, il solstizio d’estate scatta ufficialmente il 21 giugno alle ore 02:24 ora italiana.

Nel nostro Paese, la durata dell’illuminazione naturale cambia a seconda della latitudine geografica: le ore di luce crescono man mano che ci si sposta verso Nord. Ad esempio, la giornata durerà circa 15 ore e 7 minuti a Napoli, toccando le 15 ore e 16 minuti a Roma, fino ad arrivare alle 15 ore e 42 minuti a Milano.

Se noi celebriamo l’inizio dell’estate, in altre parti del mondo avviene l’esatto contrario. Infatti, mentre noi diamo il benvenuto alle spiagge e alle letture sotto l’ombrellone, nell’emisfero australe accade l’esatto opposto: il solstizio di giugno sancisce l’inizio dell’inverno, con il Sole nel suo punto più basso del cielo.

Perché la data può cambiare?

Se la maggior parte delle volte il solstizio d’estate cade il 21 giugno, in alcune occasioni può anticipare al 20 giugno. Ma perché questo accade?

Il motivo risiede nella non perfetta coincidenza tra il nostro calendario (l’anno civile di 365 giorni) e il tempo effettivo che la Terra impiega per compiere un’orbita completa attorno al Sole (l’anno solare), che dura circa 365 giorni e 6 ore. Questa discrepanza di 6 ore viene accumulata ogni anno ed è il motivo per cui è stato introdotto l’anno bisestile: ogni quattro anni il mese di febbraio guadagna un giorno (il 29), “aggiustando” i conti del tempo ed evitando lo slittamento a lungo termine delle stagioni e dei solstizi sul nostro calendario.