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La storia

Alfio Santus, il pensionato di Montecrestese che salvaguarda il dialetto

Alfio Santus è un arzillo ottantunenne di Montecrestese, un paese del Piemonte che scrive a mano libri per salvare il dialetto

Le giornate di Alfio Santus, ottantunenne di Montecrestese, un comune nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, sono particolarmente piene e ricche di attività. Tra le principali quella di scrivere libri a mano per proteggere l’antico dialetto locale. Trovate l’articolo integrale su La Stampa.

Alfio Santus

Alfio Santus trascorre le sue giornate dividendosi tra l’amico di una vita, il cavallo Pepe, e la sua passione per la cultura. Il suo amore e, più che altro, la sua missione- oltre alla natura e alla pittura – è verso il dialetto locale. Il Signor Alfio, infatti, ha già scritto due libri, rigorosamente a mano, sul dialetto Montecrestese e sta lavorando sul terzo. Un modo per tenere viva la tradizione linguistica che oggi, purtroppo sia sta perdendo sempre di più. Il suo gesto è un enorme contributo alla cultura italiana e alla storia della linguistica per tenere tracciato quel particolare uso della lingua in una definita regione del territorio.

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Cos’è il dialetto

Seguendo la definizione fornita da Treccani, il dialetto è il sistema linguistico di ambito geografico o culturale per lo più limitato, che non ha raggiunto o che ha perduto autonomia e prestigio di fronte agli altri sistemi con i quali costituisce geneticamente un gruppo. Per la classificazione scientifica, il momento discriminante perché un sistema linguistico possa considerarsi dialetto è non solo il contrapporsi a una lingua nazionale o di cultura, ma anche l’appartenere a un gruppo di sistemi geneticamente compatto, determinatosi attraverso un complesso di innovazioni e integrazioni sostanzialmente comuni.

L’importanza dei dialetti

Il dialetto, abbiamo visto, varia di zona in zona. Non parliamo solo di dialetti regionali, ma in molti casi il dialetto differisce anche tra comuni e frazioni. In molti casi il dialetto è in grado di esprimere parole o concetti di cui non si trova un esatto corrispondente nella lingua italiana e, oggi, a parlare queste lingue sono perlopiù gli anziani. Non bisogna, però, considerare il dialetto come la lingua degli ignoranti o comunque una lingua da sottovalutare. Per questo il lavoro di Alfio Santus è così importante, per far sì che non si perdano le origini di una zona e le radici e l’identità di un gruppo di persone di una determinata zona geografica con tradizioni e storia.

Alice Turiani

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