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Premio Nobel per la pace 2019. Ecco i possibili vincitori

Manca pochissimo a uno dei verdetti più attesi dell'anno, l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2019. Scopriamo i possibili vincitori

Manca pochissimo a uno dei verdetti più attesi dell’anno. Dopo il Premio Nobel per la letteratura assegnato ieri a Olga Tokarczuk e Peter Handke, oggi è la volta del Premio Nobel per la pace. Fra i possibili vincitori, spiccano tre nomi: Greta Thunberg, la giovane attivista ambientale svedese, il premier etiope Abiy Ahmed e Raoni Metuktire, il leader indigeno brasiliano.

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Ma scopriamo meglio chi sono e per quali meriti sono stati individuati fra i probabili vincitori del Nobel per la Pace.

Greta Thunberg contro il cambiamento climatico

Non poteva mancare la sedicenne svedese Greta Thunberg, promotrice del Fridaysforfuture, la marcia per la lotta al cambiamento climatico in tutta Europa. La giovane attivista che la scorsa estate ha iniziato una protesta di fronte al Parlamento svedese per chiedere misure più efficaci contro i cambiamenti climatici è diventata nel giuro di poco tempo il simbolo della lotta contro il riscaldamento globale. In particolare, ha promosso uno ‘sciopero globale’ degli studenti, in piazza in migliaia di diverse località di tutto il mondo per chiedere un’azione più forte e rapida per combattere il cambiamento climatico.

Se venisse scelta, diventerebbe la più giovane vincitrice nella storia del Nobel, battendo anche la pakistana Malala Yousafzai, che lo vinse nel 2014 a 17 anni.

Raoni Metuktire contro la deforestazione amazzonica

Raoni, appartiene alla etnia Kayapò, una popolazione che vive nel Sud del Parà al confine col Mato Grosso. Referente del popolo Kayapo, Raoni Metuktire è la figura emblematica contro la deforestazione in Amazzonia, nonché uno dei finalisti del Premio Sakharov 2019 per la libertà di coscienza del Parlamento europeo.
La candidatura di Raoni Metuktire coincide con uno dei più feroci attacchi che la foresta amazzonica e le sue comunità abbiano mai subito. La vita di questo novantenne capo indigeno è stata profondamente segnata dagli eventi che si sono succeduti in Brasile negli ultimi decenni, fino al tragico insediamento di Bolsonaro.

Abiy Ahmed contro la guerra

Un altro dei nomi gettonati è quello del premier etiope Abiy Ahmed, l’uomo che a 41 anni ha cambiato l’Etiopia in 100 giorni. Promotore dello storico accordo di pace con l’Eritrea, Abiy Ahmed ha compiuto passi fondamentali per il suo Paese. Dopo anni di proteste, omicidi di stato, tensioni etniche, stato d’emergenza e forme di censura,  il giovane leader africano ha aperto le carceri, sostenuto la libertà d’espressione e fatto pace con l’Eritrea, con la quale era in corso una guerra ventennale.

Altri candidati

Fra i possibili vincitori ci sarebbero anche: Filippo Grandi, a capo dell Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Carola Rackete, la comandante della nave tedesca SeaWatch3 che forzò il blocco italiano ed entrò nel porto di Lampedusa per far sbarcare i migranti dopo giorni di stallo in mare, Edward Snowden, l’ex analista della Cia Edward Snowden. Tra i papabili anche il libanese Hajer Sharief, la cancelliera tedesca Angela Merkel, l’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da SilvaPapa Francesco.

 

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