Botta e risposta

Polemica Sgarbi-Boldrini sull’uso del femminile, interviene la Crusca

Attraverso un video postato sui suoi canali social, Sgarbi attacca la Boldrini. Ma l'Accademia della Crusca risponde e dà ragione alla presidente
Polemica Sgarbi-Boldrini sull'uso del femminile, interviene la Crusca

MILANO – Attraverso un video postato sui social, Vittorio Sgarbi si scaglia contro “la presidenta” Laura Boldrini. Il critico d’arte attacca l’utilizzo di termini come “ministra” e “sindaca” da parte della Boldrini secondo cui i mestieri e le cariche istituzionali dovrebbero essere declinati anche al femminile.

L’ATTACCO – “Cara Boldrina, della camera dei deputati e delle deputate, sia precisa: ci dica chi è lei. Lei è la grammatica? Lei stabilisce che non è giusto chiamare ministro una ministra e sindaco una sindaca? – attacca Sgarbi – Napolitano ha detto una cosa semplice: che i ruoli prescindono dai sessi, non si applicano ai sessi. Il ministro o il sindaco sono persone che essendo però di genere femminile non diventa persono, persona rimane persona. Una persona può anche essere un uomo ma tu sei una zucca vuota, una capra”

LA CRUSCA RISPONDE – Ad intervenire sulla questione, attraverso un tweet, l’Accademia della Crusca, una delle più prestigiose istituzioni linguistiche d’Italia e del mondo. Attraverso un link, postato sul profilo social del critico d’arte, l’Accademia ha spiegato come l’utilizzo dei termini al femminile non sia scorretto dal punto di vista dell’italiano.

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