Matterella e il presidente sloveno mano nella mano davanti alle foibe: un gesto storico

Un minuto in silenzio mano nella mano davanti alla foiba di Basovizza: un gesto destinato a imprimersi nella storia del XXI secolo

Il presidente Sergio Mattarella e il presidente sloveno Pahor si tengono per mano a Trieste davanti alla foiba di Basovizza. Lo fanno dopo aver deposto una corona di fiori nel luogo dove i partigiani jugoslavi scaraventarono nel 1945 duemila nostri connazionali. Restano un minuto in silenzio, mano nella mano, con un segno potente e fuori dal protocollo. Non solo si tratta della prima stretta di mano pubblica dopo il lockdown, ma quella stretta di mano prova a sanare una ferita lunga oltre settant’anni. Pahor è, infatti, il primo statista della dissolta ex Jugoslavia a compiere una visita ufficiale al memoriale. Lì, in quella spianata, commemora le vittime, che erano militari e civili.

Ricordare in nome della libertà

“La storia non si cancella, e le esperienze dolorose sofferte dalle popolazioni di queste terre non si dimenticano. Proprio per questa ragione il tempo presente e l’avvenire chiamano al senso di responsabilità”, ha detto Mattarella. “A compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite da una parte e dall’altra l’unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimenti e rancore. Oppure al contrario, farne patrimonio comune nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro”, ha proseguito il presidente. “Al di qua e al di là della frontiera, il cui significato di separazione è ormai per fortuna superato per effetto della comune scelta di integrazione nell’Unione europea, al di qua e al di là del confine sloveni e italiani sono decisamente per la seconda strada, rivolta al futuro. In nome dei valori oggi comuni: libertà democrazia pace”, ha concluso il Capo dello Stato.

La foiba di Basovizza

Luogo simbolo e memoriale per i familiari delle vittime delle violenze del 1943-45, la foiba di Basovizza fu dichiarata monumento nazionale dal Presidente della Repubblica l’11 settembre 1992. Precedentemente, nel 1980, il pozzo di Basovizza, con la foiba n.149 di Monrupino, fu classificato come monumento di interesse nazionale. Nel 1991 vi si recò in visita l’allora Presidente Francesco Cossiga. La foiba si trova sull’altopiano carsico nei pressi di un pozzo minerario in disuso profondo circa 200 metri. Nel 1945 fu luogo di esecuzioni e di occultamento di cadaveri. 

 

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