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9 Marzo 2021, un anno dal lockdown. Cosa abbiamo imparato?

Un anno fa iniziava il Lockdown nazionale, accompagnato dall'hashtag #iorestoacasa. Ecco quello che- forse- abbiamo imparato in questo lungo periodo.

9 Marzo 2021: è passato un anno da quando è iniziato il lockdown nazionale a causa del Coronavirus. Qualcosa che non si aspettava nessuno, a cui non eravamo pronti. Una pandemia globale ci ha rinchiusi dentro casa, facendo nascere in noi sentimenti contrastanti, su una base di paura, fobia, frustrazione e incertezza. Gli hashtag hanno iniziato ad invadere le nostre bacheche social, portando avanti il messaggio “io resto a casa”. Giuseppe Conte ci dava appuntamento davanti alle nostre televisioni per aggiornarci su quello che, ancora oggi, è il nemico che cerchiamo di sconfiggere. Ma cosa abbiamo imparato? E cosa è cambiato nelle nostre quotidianità? Proviamo a darci delle risposte. 

Nulla per scontato

Dopo questo lungo anno di reclusione ed incertezza, la cosa che forse abbiamo capito in maniera più forte è che non dobbiamo dare mai nulla per scontato. Quando il lockdown è iniziato, ci siamo piano piano resi conto di quanto, tutte le piccole cose che componevano la nostra quotidianità, non fossero così banali per il nostro benessere. Anche il semplice poter prendere un caffè al bar, ascoltare la musica in macchina, andare a trovare i propri genitori, avere la libertà di spostamento, truccarsi di prima mattina. Abbiamo imparato che l’essere noi stessi passa attraverso quei piccoli gesti quotidiani, che il rapporto con i nostri genitori va preservato. Gesti che, quando tutto riprenderà nella norma, non dobbiamo più sottovalutare. È arrivato il tempo di coccolare le nostre vite se abbiamo imparato il rispetto. 

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Il nuovo rapporto con noi stessi

Forse non eravamo abbastanza abituati a stare così tanto tempo con noi stessi, con il nostro tempo, con le nostre piccole esigenze. La vita frettolosa, piena di impegni, caotica, fatta di lavoro, appuntamenti e lunghi incontri, non ci permetteva di concentrarci abbastanza su quello che siamo e che vogliamo. Quindi abbiamo imparato che saperci ritagliare del tempo per noi stessi, è fondamentale per saper vivere in maniera più consapevole. 

L’importanza degli hobby

All’inizio, forse, le principali amiche che avevamo erano la noia e la paura. Poi abbiamo scoperto che, grazie a nuovi hobby e passioni, queste potevano essere combattute. Grazie al Lockdown abbiamo iniziato a dare importanza ai nostri spazi, alle nostre case; ci siamo rimessi in gioco in cucina svaligiando i supermercati dal lievito, abbiamo riscoperto gli appuntamenti con la nostra famiglia. Siamo riusciti a riflettere su cosa ci fa stare bene. Perchè in mezzo alla sofferenza questo si deve fare: si chiama minimalismo emotivo. Ovvero la cernita e la selezione delle cose che ci rendono felici e non. Così abbiamo riscoperto l’importanza della passione. Passione per l’orto, per il decuypage, per il cinema, per la lettura. Siamo riusciti, obbligati e spaventati, a capire che forse, è arrivato il tempo di vivere solo per quello che ci fa stare davvero bene.  

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Durante i giorni del lockdown abbiamo avuto modo di riflettere sull’importanza di gesti quotidiani che prima davamo per scontati, come il camminare all’aria aperta.

I libri sanno tenerci compagnia

Tra le cose positive di questo lockdown, c’è stata la grande riscoperta della lettura. Sarà stata la quotidianità più statica, la necessità di trovare nuovi modi per tenersi impegnati; oppure sarà stata la capacità che ha la letteratura di tenerci compagnia. Purtroppo moltissimi settori, tra questi il mondo dello spettacolo, la ristorazione e altri, hanno subito un arresto e una crisi indescrivibile. L’editoria, stando agli ultimi dati riguardanti le vendite, si è saputa reinventare e ha resistito. Un esempio? Le numerosissime interviste e i validissimi incontri online con scrittori, autori, editori: una  dimostrazione della capacità della cultura nel saper trovare soluzioni nuove. E poi, insomma, abbiamo imparato a seguire le dirette instagram quotidianamente. Noi di Libreriamo ne siamo un esempio!

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I libri fanno bene alla mente e alleviano il senso di solitudine, lo affermano la ricerca e le statistiche

Viaggiare ci tiene in vita

Dopo un anno di lockdown, la cosa che si soffre di più è sicuramente la mancanza dei viaggi. Ma non solo dei grandi viaggi, quelli che ci portavano fuori per settimane o in posti tropicali e lontani. Parliamo anche dei piccoli, semplici spostamenti.  Quelli che ci facevano spostare dalla nostra città alla città di un amico, viaggia per raggiungere luoghi di lavoro, concerti, mostre, festival. Weekend fuori porta per riprendere una boccata d’aria, weekend romantici per riacquistare l’intimità con la nostra metà. Ci manca quello stimolo emotivo e pratico, che ci faceva sentire vivi e in movimento. Ora soffriamo la staticità, il percorrere le stesse strade, il vedere le stesse mura. Abbiamo capito, dopo un anno, che la cultura e l’accrescimento del nostro “io” passa attraverso le esperienze. E le esperienze si fanno sapendo e riuscendo a guardare ciò che c’è fuori la porta di casa. 

Le violenze vanno denunciate

Il lockdown è stata una lente di ingrandimento. Una lente su noi stessi, sulle nostre passioni, sulle cose essenziali della nostra vita. Ma, purtroppo, lo è stata anche sui problemi. Così, come i dati e le testimonianze raccontano, all’interno delle case italiane, sono visibilmente aumentati i casi di violenza domestica. La convivenza obbligata, ha portato l’accentuarsi di situazioni pericolose per moltissime donne. È nata in queste circostanze la campagna massiccia per la denuncia delle violenze in casa, grazie anche al numero 1522. Una sensibilizzazione che ci ha reso consapevoli dell’importanza della denuncia. Sì, perchè se in questo anno la vita ci ha messo di fronte ad un cambiamento repentino, dobbiamo essere pronti ad accogliere un altro sentimento: il coraggio. Se una famiglia è disfunzionale, se un marito diventa violento, questo è il momento giusto per parlare con coraggio.  

 

 

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