CULTURA - L'eclissi nella storia

Eclissi di sole: miti, riti e leggende da sapere legate al ”sole nero”

Oggi, 20 marzo, ha luogo un evento che ammalia milioni di persone nel mondo ma che, al contempo, in passato ha dato origine a paure e incubi. Stiamo parlando dell’eclissi di sole che quest’anno cade in coincidenza...

“L’eclisse di sole è un fenomeno temporaneo. L’eclissi della mente, un fenomeno che non finisce mai”

(Mieczysław Kozłowski)

 

MILANO – Oggi, 20 marzo, ha luogo un evento che ammalia milioni di persone nel mondo ma che, al contempo, in passato ha dato origine a paure e incubi. Stiamo parlando dell’eclissi di sole che quest’anno cade in coincidenza con l’equinozio di primavera. Se oggi le osserviamo con curiosità e con interesse scientifico, in passato le eclissi solari sono state vissute con timore e associate a miti e superstizioni. Ancora adesso, nel XXI secolo, alcune culture considerano questi fenomeni celesti un cattivo presagio.

IL SOLE NERO – All’improvviso il sole si oscura. La fonte di luce e di vita viene meno, divorata dalle tenebre. Inaspettatamente la notte giunge in pieno giorno. Gli opposti si incontrano e si sovrappongono. Il normale ciclo vitale si arresta per qualche istante. È facile capire il perché in passato gli indovini e gli astrologi parlassero di evento nefasto, nonché di malaugurio. Imperatori, uomini d’arme, persone comuni, tutte ne avevano timore. La stessa parola eclissi nasce da un termine greco che ha il significato di ‘nascondersi’. Anche il popolo Maya e quello egiziano hanno sviluppato diverse leggende legate all’eclissi di sole; anche in questo caso l’evento è visto negativamente, quasi come una sciagura.

IL SOLE DIVORATO – Effettivamente vedere il disco luminoso e candido della Luna (o del Sole) venire lentamente coperto da un altro disco estraneo, nero e buio come gli Inferi, sottolinea il presunto carattere magico del fenomeno: come se le tenebre volessero letteralmente “mangiare” la luce, come se la morte prendesse il sopravvento sulla vita. Per questo gli antichi e pagani guerrieri degli eserciti, se vedevano la notte prima della battaglia un’eclisse, di comune accordo con l’avversario rinviavano la tenzone ad un altro momento; non solo, ma si mettevano tutti insieme a ululare in direzione della Luna, per spaventare il nero Essere mostruoso che la stava “divorando”.

Così come in Vietnam si pensava che una rana gigante stesse divorando il Sole, mentre in Cina antica, la gente credeva fosse opera di un drago celeste affamato. Vi è anche la favola vichinga che narra che il dio del sole, Sol, viene continuamente inseguito dal lupo Skoll e quando l’animale riesce a catturarlo avviene un’eclissi solare. Così, quando questo accadeva, la gente faceva un sacco di rumore, sbattendo insieme pentole e padelle, per spaventare il lupo e far ritornare il Sole. La stessa cosa avveniva con l’eclissi lunare, ma in quel caso il lupo divoratore di Luna (Mani) era Hati.

NELL’ANTICHITÁ – I Persiani credevano che l’eclissi fosse una punizione divina nei confronti degli uomini. Pensavano che tutte le volte che qualcuno stava per compiere o aveva compiuto gesta malvage (tradimenti, infanticidi ecc), gli dei chiudessero in una specie di tubo l’astro celeste (luna o sole che fosse), lasciando gli umani nel buio più completo, con la sola compagnia di Incubi e Rimorsi. Fra i Romani era considerato un reato ipotizzare che l’eclissi fosse dovuta a cause naturali, piuttosto che divine.

I GRECI – Tra i primi a capire che le eclissi sono un fenomeno ricorrente e a riuscire a prevederle con una buona accuratezza, ci furono gli antichi Greci. Per avere una spiegazione corretta di ciò che accade quando cala la notte in pieno giorno, abbiamo però dovuto attendere tempi molto più recenti. La scienza moderna, calcolando le orbite dei corpi celesti, ha ormai chiarito nei dettagli perché si verificano le eclissi.

LE TESTIMONIANZE PIÙ ANTICHE – La più antica testimonianza relativa ad un’eclissi ci è stata trasmessa dagli antichi astronomi cinesi più di 4mila anni fa. Secondo la leggenda, in previsione di un’eclissi, tamburi e arcieri reali dovevano essere pronti per spaventare e combattere il drago che divorava il Sole. La sua scomparsa, seppure per pochi minuti, era infatti un pessimo presagio per la sorte dello stesso re, legittimato dal volere celeste. I Cinesi, dunque, erano in grado di fare previsioni già 2mila anni prima di Cristo. La storia narra che Hsi e Ho, i due astronomi di corte, mancarono però la previsione, non per imperizia, ma perché erano ubriachi. Non si riuscì a mettere mano in tempo alle mazze e agli archi, ponendo così a rischio la vita dell’imperatore. Per punizione, Ho e Hsi furono giustiziati, ma la loro vicenda ci ha consegnato forse la testimonianza più remota di un’eclissi nella storia della civiltà: quella del 22 ottobre 2137 avanti Cristo.

Il primo documento scritto relativo a un’eclissi di Sole è invece quello rappresentato dalla tavoletta ritrovata nel 1948 a Ugarit, nell’attuale Siria, incisa in scrittura cuneiforme. Riporta la descrizione dell’oscuramento e la comparsa di Marte in pieno giorno. Gli studiosi, proprio sulla base della posizione di Marte e della datazione della tavoletta, hanno ipotizzato che si tratti del fenomeno accaduto il 5 marzo 1223 a.C.

L’ANNO MILLE – Rodolfo il Glabro, monaco e cronista medievale del monastero di Cluny, ci parla in particolare di due eclissi di Sole e di eventi nefasti che esse avrebbero provocato: la prima, del 22 agosto 1037 che avrebbe provocato la morte stessa dell’Imperatore Corrado II, insieme alla scomparsa di altri personaggi famosi dell’epoca. Così come la violenta carestia di vino e di legumi del 1046 sarebbe stata, secondo il monaco, una conseguenza dell’eclissi che avvenne il del 21 novembre di quell’anno.

STREGHE E INCANTESIMI – Nel Medioevo i contadini erano convinti che le eclissi fossero causate da certe parole magiche pronunciate da streghe. Secondo la credenza, queste parole avevano il potere di “ipnotizzare” la Luna, obbligandola ad avvicinarsi alla terra per deporre una sorta di rugiada schiumosa sulle erbe che poi sarebbero servite alle fattucchiere per compiere ogni sorta di nefandi sortilegi. Il sole invece, sempre avvicinandosi alla terra, avrebbe bruciato non solo piante e coltivazioni, ma anche il cervello degli uomini facendoli diventare matti. Quindi, per impedire che la Luna o il Sole udissero le stregonesche parole, all’inizio delle eclissi tutti gli abitanti dei villaggi si mettevano a correre sui campi facendo un fracasso infernale, agitando campanacci da mucca, martellando lastre di rame e di bronzo, percuotendo incudini e urlando come pazzi.

LA FURBIZIA DI COLOMBO – Secondo la tradizione, Colombo usò la prevista eclissi di Luna del 2 aprile 1493 per ottenere dagli abitanti della Giamaica le provviste di cui avevano bisogno lui e il suo equipaggio. Quando gli indigeni dell’isola si dimostrarono riluttanti ad aiutarlo, egli gli minaccio di vendetta divina, affermando che quella notte la luce della Luna si sarebbe spenta. Quando ebbe luogo l’eclissi, gli indigeni andarono da colombo per chiedergli aiuto, che egli magnanimamente concesse. Poiché la moderna scienza e astronomia hanno chiarito le cause naturali di un eclissi, è bene ricordarsene nel valutare altre superstizioni. Qui troviamo un classico esempio di ignoranza sconfitta dalla conoscenza e dalla verità.

NELLA LETTERATURA – Molti naturalmente sono i riferimenti alle eclissi nella storiografia e nella letteratura antiche, dall’Antico testamento al poeta greco Archiloco. Anche Omero ne parla nell’Odissea: il ritorno a Itaca di Ulisse è preceduto proprio dall’oscuramento del Sole. In questo caso la sventura portata dall’eclissi si abbatté sui Proci. Era il 16 aprile 1178 a.C. quando il Sole fu ‘tolto dal cielo e un’oscurità sinistra invade la terra’. La data è risultato dello studio di questi versi e dei dettagli astronomici presenti nel poema che hanno permesso di collocare, quindi, anche la caduta e la distruzione di Troia con buona precisione, tra il 1192 e il 1184 prima di Cristo.

FOLKLORE CASALINGO – Il folklore suggerisce che le eclissi possano far male alle donne in gravidanza, nonché si sostiene di chiudere bene porte e finestre affinché gli “spiriti notturni”, risvegliati dall’improvviso arrivo delle tenebre, non entrino in casa. In India e altri Paesi si pensava che i bambini nati durante le eclissi potessero presentare voglie o labbra leporino.

 

 

20 marzo 2015

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