Gran Bretagna, discriminati nelle scuole i bambini siciliani e napoletani

Sui moduli d'iscrizione pubblicati sulla rete da alcune scuole britanniche c'era la distinzione tra "Italiani", "Italiani-Siciliani" e "Italiani-Napoletani"
Gran Bretagna, discriminati nelle scuole i bambini siciliani e napoletani

MILANO – Tutto è cominciato con qualche segnalazione. Poi è arrivata la verifica. In alcune scuole di Inghilterra e Galles, sui moduli d’iscrizione pubblicati sulla rete c’era la distinzione tra “Italiani”, “Italiani-Siciliani” e “Italiani-Napoletani”. La distinzione della provenienza dei bambini ha giustamente indignato i genitori e le famiglie. Nessuno accetterà ancora un comportamento discriminatorio come questo.

LE “RAGIONI” DEI MODULI – Spiegare moduli del genere resta difficile e comprendere un tale gesto sembra quanto mai impossibile, soprattutto perché ha a che fare con le scuole. “Si tratta di iniziative locali” ha dichiarato all’ANSA l’ambasciatore Terracciano “motivate probabilmente dall’intenzione d’identificare inesistenti esigenze linguistiche particolari”, forse con l’intenzione di fornire un fantomatico sostegno. “Ma di buone intenzioni” ha aggiunto – “e’ lastricata la strada dell’inferno”, intenzioni che Terracciano ha definito poi “involontariamente discriminatorie, oltre che offensive per i meridionali”.

LE SCUSE DELLA GRAN BRETAGNA – I moduli offensivi saranno corretti. Il Foreign Office (il ministero degli Esteri di Sua Maestà) si è scusato telefonicamente con l’ambasciatore italiano a Londra. Londra ha preannunciato che seguiranno a breve le scuse scritte. Come ha ricordato Terracciano, l’Italia è unita da oltre 150 anni e anche se ci sono voluti parecchi anni – per non dire secoli – perché la lingua italiana subentrasse al dialetto nella pratica quotidiana, tutti parlano la lingua nazionale. Secondo uno studio dell’ISTAT pubblicato nel 2014, ora solo il 9% degli italiani parla il dialetto in famiglia e – dato ancor più importante – solo 1,8% della popolazione lo parla con gli estranei.

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