Racconto di un idiota – di Andrea Di Rosa

Racconto di un idiota - di Andrea Di Rosa

Avete presente gli idioti? Ecco, quello sono io. Già, sono il re degli imbecilli. Sapete perché dico così? Perché, molto probabilmente, ho perso una donna che mi amava ed io, ero troppo ingenuo per capirlo.

Non faccio altro che pensare a quella sera di cinque anni fa. Quando un mio caro amico mi chiamò, e mi disse: ” Senti, oggi, conoscerai una mia amica. Vedi di non fare il minchione, come al tuo solito.” Io risposi: “Va bene. Non ti scaldare. Proverò a non fare il minchione.”

Dopo aver fatto tutti i rituali pre-serata, del sabato, raggiunsi gli altri ai giardinetti pubblici. Appena arrivai, capii che era diversa dalle altre perché ogni cosa, anche il peggiore dei difetti, la rendeva unica e, in quel preciso istante, c’è stata una partita a scacchi con gli sguardi. E, a dire la verità, quella partita l’ho persa a tavolino. Dopo quella sera, cominciammo a frequentarci e, sinceramente, ogni giorno passato con lei, era un giorno in Paradiso. Era come se Dio, mi stesse dando prova della sua esistenza. Dopo qualche tempo diventammo migliori amici. Il nostro segreto era la complicità. Ogni volta che i nostri occhi si incrociavano, era come se parlassero.

Poi le cose cambiarono. Lei si fidanzò, ed io rimasi fregato. Bel coglione che sono. Ho provato di tutto. Anche l’alcool. Ma, purtroppo, più bevevo e più mi ricordavo ogni minimo dettaglio. Per cui, quando una persona dice bevo per dimenticare, è una gran cavolata. La storia buffa di questa storia, è che, ancora ancora oggi, sono innamorato perso di lei.

Andrea Di Rosa

 

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