Pesciolino – di Michela Guidi

Pesciolino - di Michela Guidi

Visto che dobbiamo stare immobili su questo letto almeno per i prossimi due mesi, è meglio che parliamo un po’, noi due. So che mi puoi sentire e, se non riesci a capire tutte le parole, lasciati guidare dai battiti del mio cuore. Che magari ti tengono sveglio quando vorresti dormire, oppure ti cullano quando ti senti un po’ solo, ma che sicuramente non sbagliano mai.
Siamo qui, in un posto che si chiama ospedale, perché ieri il palloncino pieno d’acqua in cui stavi nuotando si è bucato e tu sei rimasto quasi a secco. Ma non preoccuparti, sei un pesciolino coraggioso e so che ti farai bastare le poche gocce che sono rimaste. Anche se non riuscirai più a fare le capriole, ti assicuro che ci si può divertire anche nell’acqua bassa!
Io da piccola, quando andavo in spiaggia, non mi allontanavo mai dalla riva e trovavo certe conchiglie meravigliose con il vento dentro che conservavo come tesori. Il mare assomiglia un po’ alla tua piscinetta, ma è molto più grande ed agitato. Ci puoi trovare di tutto: granchi, vongole, pesci bianchi e azzurri, balene e, ultimamente, anche qualche vecchio scarpone puzzolente! E se lo assaggi è salato e ti fa pizzicare il naso, mica come il tuo brodino, che come minimo saprà di cioccolato o di biscotti alle mandorle. La tua mamma infatti è così golosa che ne mangerebbe in continuazione! Sei avvisato: quando sarai più grande ti ruberò sicuramente qualche caramella alla frutta, di quelle gommose, oppure le mangeremo insieme di nascosto, per non farci scoprire da papà. A papà potremmo fare anche qualche scherzetto, tipo travestirci da fantasmi e spaventarlo quando lavora al computer oppure rubargli le ciabatte mentre è steso sul divano. E lui ti lancerà in aria verso il cielo e poi ti riprenderà con un grande abbraccio e poi vi rotolerete insieme sul pavimento, fra le macchinine e i mattoncini colorati. Io gli voglio così bene che, la prima volta che l’ho visto, con quei suoi grandi e profondi occhi neri, ho pensato: “Ecco il ragazzo con cui voglio passare il resto della mia vita!”. Dicono che quando si incontra la persona giusta si sentono le farfalle nello stomaco. È una bugia! A me sembrava di avere una mandria di elefanti dentro la pancia e, nello stesso tempo, mi sentivo leggera leggera, pronta a volare via. A te magari pizzicheranno i piedi, o sentirai un concerto di rane nelle orecchie, chissà…
Questa strana sensazione a volte può fare anche male. Molto male. Quando non fai altro che pensare a quella persona speciale e lei proprio non pensa a te. Ma tu non scappare mai da ciò che provi e non vergognarti se ti dovesse venire voglia di piangere. Lo sai che è proprio grazie al pianto, una specie di urlo accompagnato da goccioline chiamate lacrime che, uscito di qui, inizierai a respirare? Ed è sempre piangendo che mi comunicherai ciò di cui avrai bisogno, almeno all’inizio della nostra vita insieme?
Non ti aspettare che io capisca subito tutto, pesciolino. Sono sicura che, quando tu mi chiederai da mangiare, io cercherò di farti addormentare e, quando avrai il pancino in subbuglio per l’arietta che non esce, ti infilerò in bocca il biberon. Dovrai avere un po’ di pazienza. Ne serve tanta, nella vita! Dovrai averne anche con papà, che qualche volta ti metterà il pannolino al contrario e ti prenderà in braccio per fare i suoi discorsetti “da uomo a uomo”. Tu fai finta di ascoltarlo e magari dagli un bel bacione appiccicoso sulla guancia, che quelli fanno sempre piacere.
I baci servono per dire a qualcuno che gli vuoi bene e io te ne darò un’infinità: quelli delicati sui capelli mentre sarai perso nel mondo dei sogni, quelli rumorosi sulle cosciotte dopo il bagnetto, quelli sulla porta della scuola materna prima di lasciarti a giocare con gli altri bambini, quelli furtivi mentre ti aiuterò a fare i compiti, quelli solo pensati quando inizierai a uscire da solo con i tuoi amici. Pensa che tu sei iniziato da un bacio fra me e papà, e anche noi due siamo qui perché, un bel giorno di qualche anno fa, i nonni si sono scambiati un mucchio di coccole. Gran bella cosa, i nonni! Sono come dei genitori, ma riescono a fare sempre tutto nel modo giusto. Tu avrai la fortuna di passare molto tempo con loro, e vedrai come ti divertirai!
Adesso però devo interrompermi per qualche minuto, perché in camera è entrato un dottore che vuole controllare se stai bene. Secondo me è solo una scusa e in realtà è curioso di sapere di cosa stavamo parlando, ma lasciamogli fare pure il suo lavoro. Siamo persone educate, noi. Mi sta mettendo una fascia elastica sopra la pancia, con due piastrine tonde piuttosto fredde. So che le hai sentite, ma non darmi troppi calci, per favore!

Pumpumpumpumpumpumpumpumpum…Ecco, questo è il tuo cuoricino, che corre veloce come un cavallo al galoppo. Il dottore sembra soddisfatto, dice che è tutto regolare. In questo momento tu senti il mio cuore da dentro ed io sento il tuo da fuori. Non ti sembra una cosa straordinaria?
Finalmente se ne è andato, siamo di nuovo soli. Dove eravamo rimasti? Ah sì, i nonni… Io con la mia nonna ho passato momenti indimenticabili, ma quelli che ricordo con più tenerezza sono i pomeriggi trascorsi a leggere nel suo giardino. Intanto ti dico che un libro è una specie di scatola magica con tanti mondi dentro, poi più avanti ne sfoglieremo uno insieme. Anche due, tre, quattro… la nostra casa ne è piena!
Ma ora basta. Non vorrei che, raccontandoti troppe cose belle, ti venga voglia di uscire prima. Potrei dirti, per indurti ad aspettare almeno fino alla primavera, che qua fuori ci sono anche dei mostri, che però non si trovano dove a te sembrerà di vederli: sotto il letto oppure dentro l’armadio. Sono un po’ dappertutto, ma non devi temere nulla, perché hanno una fifa blu dell’amore (gli elefanti nella pancia e i baci dei tuoi genitori, ricordi?). E quello, stanne certo, non ti mancherà mai.
Non sento più i tuoi calcetti, forse ti sei addormentato. O forse stai riflettendo. Anzi no, credo che tu, da bravo ometto, non apprezzi particolarmente le chiacchiere, e preferisca sperimentare di persona. In questo assomigli già al tuo papà!
Allora a presto, pesciolino mio, ma non troppo. Regalami ancora un po’ di questa pancia-balena così bella da ammirare!
Una carezza sopra la pelle,
Mamma

P.s. Anche la balena vive nell’acqua ed è brava a nuotare, ma non è propriamente un pesce… beh, questo magari te lo spiego più avanti!

 

Michela Guidi

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