Il caffè – Racconto di Maria Verna

Il caffè - Racconto di Maria Verna

Ho appena bevuto un caffè: direttamente dalla moka, freddo, amaro. Ieri era il 14 giugno, un giorno che vuol dire tanto, e ora ho capito perché da ieri mi sento come in superficie…sospesa. Il sapore del caffè oed il caldo mi hanno fatto ricordare…”Al termine di una giornata con operazioni (quasi mai con meno di sei zeri) chiuse con successo o di progetti centrati, spesso si usciva. Se si era fortunati nei giorni estivi si sentiva il maestrale nei capelli e l’aria salmastra che ti facevano vibrare di vita.

Gli uomini erano in maniche di camicia e le donne avevano lasciato dentro le giacche dei tailleurs. Un attraversamento di strada e si entrava in un piccolo bar dal quale si poteva scorgere il mare. Nel vederci arrivare il barista non aveva bisogno di alcun cenno: tazzine in fila e bicchieri cilindrici bassi e lisci nel quale versava un po’ di latte di mandorla e cubetti di ghiaccio. Il caffè bollente versato sul ghiaccio lo faceva tiriticchiare con uno stridio che si mischiava alle risate che lì potevano avere un tono più alto del normale. …gi invidiosi erano rimasti dentro a rimuginare i pensieri nei loro porcài mentali.

All’unisono i bicchieri, che rinfrescavano un po’ le dita, roteavano tintinnanti…d il caffè, il caffè più amaro nei primi sorsi, man mano diventava dolcissimo come la sensazione del maestrale che veniva dal mare e nei capelli ti faceva sentire …viva.”.
Gli invidiosi erano rimasti dentro, …e a me manca il mare perché …hanno vinto loro.

 Maria Verna

 

 

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