Dove sono? – Racconto di Nicoletta Gassler-Palazzo

Dove sono? - Racconto di Nicoletta Gassler-Palazzo

Presi l’arco dall’angolo della camera da letto e scoccai la freccia..colpendolo all’ala!.. Lo ferii!!.. gocciolava sangue e mormorava.. Nico prendimi con te.. Nico non mi abbandonare.. Nico non ti voglio lasciare.. Non voglio morire!..

Afflosciandosi lentamente, mentre schiudeva le sue ali per un nano secondo, mi implorava col suo sguardo terrorizzato di avvicinarmi al suo corpicino. Oddio che scena!.. Non considerai quest’eventualità, ma dopo lo schock iniziale dovuto alle sue richieste, non me ne sarei dovuta neanche sorprendere… Eppure lo fui!.. Mi avvicinai al suo corpo sconfitto e assente di una benché minima voglia di ripresa.. gli presi il capo tra le mani e cominciai ad accarezzargli quel manto di riccioli biondi che sentivo leggero come nuvola tra le dita , cercando di non spostare le sue ali, ammirandone il loro candore.

Ero come paralizzata ed allo stesso tempo attratta. Le ali ingombranti gli impedivano il semplice giacere e la sua sofferenza agonizzante sferzava delle fitte acute nello stomaco e, malgrado la mia sordida rabbia nei suoi confronti, un nodo alla gola voleva sciogliersi in pianto. Lo trattenni ed invece reagii, supplicandolo di provare a rispondere alle domande che, come cascata tra i monti volevano irrompere dalla mia bocca!.. Perché?.. Perché le tue frecce dorate che tu scocchi di continuo dal tuo dardo non portano alla serenità e gioia colpendo la gente al cuore?…gli sussurrai all’orecchio: no, Cupido non ti lascio!..

Nella penombra della luce riflessa del crepuscolo , scorsi un lenzuolo azzurro, lo strappai a metà e l ‘avvolsi con accuratezza attorno alla sua ala.. Lacrime di dolore scendevano come scende la sera, da quel viso angelico di una bellezza indicibilmente esagerata… Quale estrema e dura prova per sostenerne la sofferenza!… Le piume delle ali mi solleticavano le gambe, poiché avevo assunto la posizione a me congeniale e cioè , quella del fior di loto!.. L’avevo preso tra le braccia e mi era venuta una strana frenesia.. Volevo spiegarmi, volevo che capisse il mio gesto…Magari, avrebbe voluto sprofondare in sogni di persone innamorate!…Nooo, non potevo permerttergli questo lusso.. Troppe persone dal cuore infranto non dormivano più da tempo sonni tranquilli e si agitavano nelle notti come ali di farfalle posate sui fili d’erba al vento.

Troppa gente non sapeva più che sapore avesse un bacio lungo e appassionato!.. A migliaia si stavano chiedendo cosa fosse quello struggersi e soffrire nell’assenza dell’amata o amato, con l’agognato ed infinito desiderio di riaverli un giorno tra le proprie braccia!.. Ed i trattati sulle pene di amore scritti e Shakespeare ed i suoi sonetti? Nella prosa romanzata ne detieni lo scettro!.. quanto ancora si scrive e se ne parla di te.. Che adesso tra le mie braccia stai cercando anche tu, un pò di tepore.. Ma cosa ne sai, tu di tepore?.. Non potresti continuare a scoccare frecce se solo per un attimo ti fermassi a riflettere sul dolce tepore e calore che sentono due amanti con i loro corpi intrecciati a guardare un’alba sul mare di un non ritorno!..Non saranno più gli stessi dopo averne provato l’ebbrezza con quell’unica persona!.. anche dopo anni si volteranno a guardare quel sole che non si alza più!..

Ma dimmi conosci esseri umani che riescono a coronare e a celebrare il loro amore, attaccati ad una vita che li travolge o li taglia a pezzi? A proposito, Cosa mi dici di Frida Kahlo che falciata da un tram ha avuto la forza di innalzarti sopra ogni cosa, non aspettandosi alcun riscatto!.. senza la sua arte che cosa ne sarebbe stato di lei?..Io non so, non so cosa possa salvarmi ed è per questo che sono costretta ad ucciderti!.. Ok, ucciderti … Parolonaa!… ma devo liberarmi di tutto ciò che rappresenti !.. devo farlo ne sento il bisogno.. Per andare avanti.. Tu mi hai tradita, illusa, delusa, confusa, e adesso, amareggiata nella pozzanghera di un rimorso fatuo ed instabile, galleggio!…Ma perché, lo fai?.. ci provi gusto?.. Secondo me, manchi di puro scernimento celestiale e son pochi gli angeli che ti sostengono!..ed io non in tutte le sue sfumature ed i sentimenti che provo sono fortissimi.. i miei cari sono le radici dalle quali mi nutro, mi tengono salda.. Anche quando vacillo e quandoo mi perdo e faccio fatica, tanta fatica a ritornare!…

Guarda un pò cosa succedeva a Twiggy un pò di tempo fa… Adesso che sei qui con il tuo capo cherubino inclinato da un lato, sotto il mio sguardo benevolo e audace: sconfitto, inerme. Inverosimilmente, riesco a confondere la mia angoscia con il desiderio di giustizia, che impera da sempre dentro me… Lo so non sarà per molto.. Prima o poi dovrò decidere se chiamare soccorso oppure no… ma nel frattempo vorrei farti capire.. Vorrei risvegliare in te quella coscienza che ti permetterebbe di scagliare frecce su persone coscienti e non alla rinfusa e colpendo a casaccio tutti..ma proprio tutti.. Quanti sono sopravvissuti e sono usciti indenni.. dopo aver sentito le farfalle volare nello stomaco ed il proprio cuore palpitare di fronte a promesse vane?.. E quanti si sono ripresi dopo aver provato la pura gioia e felicità nello stare a fianco della persona amata? Molti sono impazziti, devastati dalle dita sfumate da carboni ardenti di una passione bruciata e mai appagata…e diversi hanno addirittura perso la propria vita… E bisogna smettere con tutta questa strage e mal di vivere.. Bisogna dare un nuovo vestito all’amore… Un vestito di taffetà cangiante..che indossato da tutti e portato con rinnovata euforia, colori le giornate e arricchisca la vita di gioia e serenità!.. Ma tu dovresti morire!… Oppure con l’ala bendata colpire i migliori!…
Il primo raggio di luna, velò i pensieri notturni, alleggerendoli dalla forza terrestre gravitazionale…. Scivolai accanto alle sue ali, senza spostarle di un centimetro e posai la mia testa sul suo cuore, forse per avere la certezza ( inconscia ) del suo continuo battito.

Sprofondai in un buco oscuro e come risucchiata dalla forza del vento di una tromba d’aria Marina, mi ritrovai su un prato verde pastello, circondata da milioni di fiori. In questo scenario da Ottocento inglese mi aspettavo di incontrare Elisabeth Siddal da un momento all’altro!.. I primi raggi di sole mi riportarono sul cuore di Cupido. Strizzai gli occhi, li riaprii e lo rividi nella sua fulgida bellezza!.. Dormiva ancora, ma presto si sarebbe svegliato. Mi alzai e mi diressi in cucina. Gli avrei portato un pò di crema degli angeli, preparata il giorno precedente!.. Che delizia e che gioia nel vedere l’effetto della crema su una personcina così extraterrena! Non mi sembrava vero!..

La sua grazia nei movimenti mi deliziava e mentre gli adagiavo la scodella della crema sulle sue labbra lui mi guardava con immensa gratitudine. Dopo aver finito, allungò una sua ala e mi accarezzò il viso!.. Un fremito, e subito dopo bagnai una delle sue enormi ali candide di lacrime!… Affranto, si avvicinò e mi coprì con tutt’e due le sue ali, un calore improvviso divampò su tutto il mio corpo ed un tremolio pazzesco si impossessò di tutte le mie membra fino a raggiungere il collo.

La sensazione di sconforto mi abbandonò per lasciar spazio a quella di malessere fisico che stava trasformandosi in qualcosa di indescrivibile: i miei arti inferiori si allungavano e quelli superiori si restringevano, le mani e le dita, attorcigliandosi premevano contro le braccia, scariche elettriche raggiungevano il petto. Il dolore mi stordì e mentre perdevo e mollavo la mia faccia contro il suo petto, sentii le ali riaprirsi ed il calore scomparire…quanto tempo passò, non lo so, però mi ricordo la luce forte del sole che mi tempestava le pupille..ed il mio lento risveglio verso la stanza tutta intagliata di legno.. Riuscivo a focalizzane i dettagli ed il respiro mi giungeva come una nuova voce.. lo ascoltavo e lo percepivo.. che strano mi dissi… Dove sono?

 

Nicoletta Gassler-Palazzo

 

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