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“Strofe per ricordare”, la poesia di Louis Aragon sulla resistenza

“Strofe per ricordare”, in francese “Strophes pour se souvenir”, è una poesia scritta nel 1955 da Louis Aragon. Scopriamo insieme questo componimento simbolo della resistenza.

“Strofe per ricordare”, in francese “Strophes pour se souvenir”, è una poesia scritta nel 1955 da Louis Aragon in ricordo dei soldati resistenti immigrati in Francia che furono fucilati dalla Gestapo nel 1944. Scopriamo insieme questo componimento simbolo della resistenza.

Contenuto nel “Roman inachevé” – tradotto in italiano come “Romanzo incompiuto” – “Strofe per ricordare” è un componimento di Louis Aragon che ha lo scopo di ravvivare il ricordo di chi ha donato se stesso e la propria vita per la libertà. Aragon, infatti, scrive questi versi in piena Guerra Fredda, per ricordare un gruppo di soldati simbolo della resistenza che sono stati fucilati dalla Gestapo nel 1944. Il testo è stato musicato e cantato, nel 1955, da Léo Ferré.  Leggiamolo insieme.

“Strofe per ricordare”

Non avevate chiesto la gloria né il pianto,
né organo né preghiera per gli agonizzanti.
Undici anni passati, non sono così tanti.
Avevate soltanto fucili nelle mani.
La morte non abbaglia gli occhi dei partigiani.

Con i vostri ritratti ricoprirono i muri,
neri di barbe, irsuti, notturni, inquietanti.
I manifesti rossi parevan sanguinanti
e cercavano con i vostri nomi duri
da pronunciare di spaventare i passanti.

Alla luce del giorno nessuno vi lancia
uno sguardo, nessuno vi ritiene francesi,
ma con il coprifuoco scrisse una mano esile
sotto le vostre foto: CADUTI PER LA FRANCIA
e così erano diverse le spettrali mattine.

Tutto aveva l’uniforme colore della brina
del mese di febbraio nei vostri ultimi istanti.
Fu allora che uno di voi: Felicità a quanti
restano, disse con calma, senza alcun odio
in me per i tedeschi in questo giorno muoio.

Perciò addio dolore e piacere, addio rose,
addio mia vita, addio luce e vento. Sposati,
sii felice, ricordati di me tu che rimani
nella bellezza del mondo e delle cose,
quando tutto sarà finito, ad Erevan.

Un sole enorme bagna di luce la collina.
Che bella la natura. Il cuore mi si spezza.
La giustizia verrà dietro al nostro cammino.
Amore mio, mia piccola orfana, mia Melina
io ti dico di vivere e di fare un bambino.

Eran ventitré quando i fucili fiorirono.
Ventitré che cedevano il loro cuore anzitempo.
Ventitré stranieri eppure nostri fratelli.
Ventitré che amavano la vita da morire.
Ventitré che gridarono per la Francia cadendo.

La resistenza e l’importanza di ricordare

Il titolo descrive immediatamente l’intento di questi versi, che sono stati composti per ricordare. Il periodo evocato è quello della guerra, perciò il testo è caratterizzato da colori lugubri che rimandano a distruzione e morte: il nero della barba, il rosso “sanguinante” dei manifesti, il grigio, “l’uniforme colore della brina”. L’inverno, l’atmosfera gelida, le mattine definite “spettrali”, concorrono a rendere il clima del componimento triste e tagliente.

Sembra quasi che si tratti di un inverno che, oltre che concreto, è anche figurato. La stagione della guerra corrisponde alla stagione invernale, quando tutto è freddo, spoglio e morto. La morte, infatti, trova ampio spazio all’interno dei versi, con termini più o meno espliciti: “agonizzanti” (v.2), “morte” (v.5), “caduti” (v.14), “dei vostri ultimi istanti” (v.17), “in questo giorno muoio” (v.20) etc.

Con “Strofe per ricordare”, Aragon racconta una storia taciuta, quella di ventitré immigrati che hanno combattuto con onore per la Francia e, resistenti, sono stati fucilati. Poiché immigrati, a questi uomini non è stato riconosciuto il giusto onore. Il poeta sottolinea, a tal proposito, la differenza fra il giorno e la notte, fra l’apparenza e l’essenza: di giorno, nessun francese osa guardare i manifesti con i nomi dei combattenti (alla luce del giorno nessuno vi lancia/uno sguardo). Di notte, tuttavia, qualcuno si è fatto coraggio ed ha scritto “CADUTI PER LA FRANCIA”.

Aragon ci ricorda che questi uomini sono stati degli eroi, ma prima di tutto sono stati “fratelli” e uomini come noi a cui, nelle strofe centrali, il poeta dà piena voce. È la voce incredibilmente umana di chi augura al prossimo una vita serena, pensando alla propria dipartita e a ciò che di più caro lascia su questa terra. “Strofe per ricordare” è una poesia che costituisce una vera e propria testimonianza di resistenza e fraternità.

Louis Aragon

Nato a Neuilly-sur-Seine nel 1897, Louis Aragon è stato romanziere, poeta, giornalista e saggista. Ha vissuto a Parigi, dove ha incontrato André Breton e Philippe Soupault. Con loro, si è riconosciuto nel movimento Dada a partire dal 1919.

La sua produzione letteraria si contraddistingue per la sperimentazione nei contenuti e nelle forme, tanto nella prosa quanto nella poesia. I suoi romanzi sono un crogiolo di innovazioni e spunti provenienti dal realismo, dal surrealismo e dalla corrente del Nouveau Roman. I temi ricorrenti nelle opere dello scrittore sono la guerra, il ricordo, l’amore per la cara moglie Elsa Triolet, e il rapporto burrascoso con il padre, che non lo ha mai riconosciuto perché figlio illegittimo.

Giornalista e militante politico legato al Partito Comunista, ha scritto innumerevoli interventi in riviste del calibro di “Humanité”, “Commune” e “Les Lettres Françaises”. Louis Aragon è morto a Parigi nel 1982.

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