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“Sete di te m’incalza”, la passionale poesia di Pablo Neruda

Scopriamo insieme questa passionale poesia con cui Pablo Neruda descrive il desiderio e l'ardore che sperimentano gli innamorati.

La poesia è uno dei mezzi più significativi per esprimere e raccontare l’amore. In occasione della Giornata Mondiale del bacio, vi portiamo alla scoperta di “Sete di te m’incalza”, un componimento di Pablo Neruda che trasuda desiderio e passione.

Sete di te m’incalza, di Pablo Neruda

Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Àncora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda atroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perché esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perché esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.

L’amore, sentimento totalizzante

Come definireste quel potente mix di sentimenti e sensazioni, desiderio fisico e psichico che ci investono quando siamo innamorati? Nella sua poesia, Pablo Neruda lo definisce con un bisogno fisico, la sete. “Sete di te m’incalza”, allo stesso tempo titolo e primo verso del componimento che abbiamo letto, sembra descrivere alla perfezione ciò che accade al corpo e alla mente quando l’amore invade il nostro cuore.

Come un bisogno fisico, il pensiero della persona amata è di vitale importanza, oltre che irrefrenabile. Il contatto fisico, così come il bacio, sono soltanto alcune delle manifestazioni tangibili di questo fuoco che brucia vivo e caldo. Tutto il corpo partecipa all’amore e al desiderio, che è totale e totalizzante.

L’amore per Neruda è un bisogno indispensabile, proprio come il senso della sete, senza il quale non potremmo sopravvivere. Una sete che riguarda tutte le parti del corpo: gli occhi, la bocca, le braccia, persino l’anima p coinvolta in questo bisogno fisiologico d’amore. Per saziare questo bisogno, l’autore ha bisogno di “idratarsi” con i baci e più in generale con l’amore che può donargli la sua amata, definita come una “ghirlanda atroce e dolce” allo stesso tempo. Una necessità fisiologica che cerca lo stesso bisogno della dolce amata (sete della tua sete) per potersi “raffreddare”, ovvero trovare la pace capace di sopperire alla necessità d’amore, proprio come l’acqua fa con il fuoco.

Pablo Neruda

Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, meglio noto con lo pseudonimo Pablo Neruda, nasce in Cile nel 1904 da un’umile famiglia, che cerca di garantirgli una vita serena e felice nonostante le difficoltà economiche. Pablo va a scuola e si iscrive persino all’università ma, alla fine, non riesce a portare a termine gli studi, così decide di arruolarsi nel corpo diplomatico cileno. Così, il giovane viaggia molto, poiché presta servizio in diversi paesi negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Appassionato di lettere e scrittura, Pablo in Spagna fa la conoscenza di García Lorca e di Alberti, che diventano quasi una fonte di ispirazione per l’uomo, che si avvicina alla poesia modernista.

Allo scoppio della guerra civile, Pablo Neruda prende una netta posizione contro Franco, e si colloca sempre di più fra quegli intellettuali impegnati che guardano con favore al socialismo. Perciò, rientrato in Cile, aderisce al Partito Comunista Cileno e si impegna politicamente. Sono questi gli anni in cui Neruda, infatti, viene eletto senatore.

Quando la situazione politica cambia in Cile, e gli esponenti del Partito Comunista vengono esiliati, Pablo Neruda è costretto a lasciare nuovamente il suo paese per poi rientrarvi, grazie ad un’amnistia, nel 1952. Nel frattempo, la sua produzione poetica diventa sempre più amata e celebrata, tanto che nel 1971 viene insignito del Nobel per la Letteratura. Pablo Neruda, che viene riabilitato politicamente con l’elezione del presidente Allende, muore in Cile nel 1973.

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