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La poesia

“Scrivi, ti prego”, la poesia di Buzzati sulla scrittura come terapia

"Scrivi, ti prego" è una poesia di Dino Buzzati scritta nel 1956 e contenuta nel libro "In quel preciso momento"

In occasione dell’anniversario di Dino Buzzati, nato a San Pellegrino di Belluno il 16 ottobre del 1906 e morto a Milano il 28 gennaio del 1972, vogliamo proporvi “Scrivi, ti prego”, una poesia composta il 26 ottobre del 1956 e contenuta nel libro “In quel preciso momento“. Il componimento esprime l’importanza, dal punto di vista dello scrittore, della scrittura come terapia. 

“Scrivi, ti prego”

Scrivi, ti prego.
Due righe sole, almeno,
anche se l’animo è sconvolto
e i nervi non tengono più.
Ma ogni giorno.
A denti stretti, magari delle cretinate senza senso,
ma scrivi.
Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni.
Crediamo di fare cosa importante
tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca.
Comunque, questo è il tuo mestiere,
che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte,
solo questa è la porta da cui,
se mai, potrai trovare scampo.
Scrivi, scrivi.
Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via,
una riga si potrà salvare. (Forse).

La scrittura come salvezza

In “Scrivi, ti prego” Dino Buzzati esprime il suo punto di vista sulla scrittura come terapia per alleggerire l’animo. L’atto di scrivere aiuta a mantenere ancorate alla realtà le vite di tutte quelle persone tormentate dal dolore, sconvolte dall’angoscia. Restando con i piedi per terra, allo stesso tempo, la scrittura fornisce alla persona quel momento di illusione in cui la vita sembra poter essere meno faticosa. Quella di Buzzati è dunque un’esortazione, una sorta di preghiera rivolta a chiunque ne abbia bisogno, per potersi dare sollievo, per potersi dare una tregua, almeno temporanea, durante quei brevi ma intensi momenti di scrittura. 

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Rabindranath Tagore, “Io desidero te, soltanto te”, la poesia sull’impegno di coppia

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Dino Buzzati

Dino Buzzati è stato uno scrittore, giornalista, pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta italiano. Fin da studente collaborò al Corriere della Sera come cronista, redattore e inviato speciale. Studia al liceo classico Giuseppe Parini di Milano e successivamente s’iscrive a giurisprudenza per assecondare la volontà della famiglia e si laurea nel 1928. Nello stesso anno entra come praticante al Corriere della Sera, del quale diverrà in seguito redattore e infine inviato. Nel 1933 esce il suo primo romanzo. Tra il 1935 e il 1936 si occupa del supplemento mensile La Lettura.  Nel 1958 pubblica “Sessanta racconti” che vincerà il Premio Strega. Buzzati si sposa nel 1966 con la giovane Almerina Antoniazzi. Morirà di tumore al pancreas nel 1972.

Alice Turiani

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