Le 20 più belle poesie sulla neve: i versi più celebri per un inverno d’autore

10 Gennaio 2026

Cerchi le poesie sulla neve che ti scaldino il cuore? Da Gianni Rodari a Emily Dickinson, scopri la nostra raccolta dei versi più belli su inverno e gelo.

Le 20 più belle poesie sulla neve: i versi più celebri per un inverno d'autore

Le poesie sulla neve tornano a essere protagoniste ogni volta che l’inverno bussa alla porta e tutto intorno a noi diventa bianco. È un classico: basta che cada il primo fiocco e scatta subito la voglia di cercare un verso o una frase capace di spiegare quel silenzio magico che si sente nell’aria. È come se il freddo ci spingesse a cercare calore nelle parole giuste.

Questa raccolta mette insieme i testi più belli e “umani” dedicati alla stagione del freddo, del gelo e del ghiaccio. Non è il solito elenco scolastico, ma un viaggio tra autori che hanno guardato la neve in modo diverso. C’è chi, come Gianni Rodari, ci ha giocato descrivendo un’Italia sottozero che sembra un gelato, e chi, come Giovanni Pascoli o Emily Dickinson, ha usato il candore dei campi per raccontare emozioni più profonde.

Dalle filastrocche perfette per i bambini ai componimenti più intensi dei grandi poeti, questa selezione raccoglie tutto quello che serve per godersi l’inverno un verso alla volta, magari con una tazza di tè tra le mani e lo sguardo fuori dalla finestra.

Poesie sulla neve: i versi più belli per raccontare l’inverno e il freddo

Leggere queste opere è un po’ come fare una passeggiata in un bosco imbiancato restando seduti sul divano. In questa sezione esploriamo come i grandi maestri della letteratura hanno trasformato il gelo in arte, trovando calore anche sotto lo strato più spesso di ghiaccio.

Una raccolta di poesie tra grandi classici e atmosfere di ghiaccio

Iniziamo questo percorso con i testi che hanno fatto la storia, capaci di fotografare il freddo con immagini indimenticabili che spaziano dalla gioia dei bambini alla malinconia degli adulti.

1. Fa freddo di Gianni Rodari

Italia sottozero.
Lo stivale si è ghiacciato.
Sta la neve sui monti
come panna sul gelato.

I gatti del Colosseo,
a Roma, battono i denti.
Si pattina sul Po
e i suoi maggiori affluenti.

E’ gelata la coda
di un asino a Potenza.
Le gondole di Venezia
sono a letto con l’influenza.

Un pietoso alpinista
è partito da Torino
per mettere un berretto
sulla cima del Cervino.

Ma dov’è, dov’è il mago
con la fiaccola fatata
per portare in tutte le case
una calda fiammata?

 

2. Fiori di neve di Vivian Lamarque

Fiori di neve
erba ghiacciata
l’inverno è un’estate
pietrificata.

 

3. Il cielo è basso di Emily Dickinson

Il cielo è basso, le nuvole a mezz’aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l’ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.

 

4. Camice di neve di Giuseppe Ungaretti

Vorrei imitare
questo paese
adagiato
nel suo camice
di neve.

 

5. La neve di Attilio Bertolucci

Come pesa la neve su questi rami
come pesano gli anni sulle spalle che ami.

L’inverno è la stagione più cara,
nelle sue luci mi sei venuta incontro
da un sonno pomeridiano, un’amara
ciocca di capelli sugli occhi.
Gli anni della giovinezza sono anni lontani.

 

6. Neve di Umberto Saba

Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacito manto.
Neve che cadi dall’alto e noi copri
coprici ancora,all’infinito: imbianca
la città con le case,con le chiese,
il porto con le navi,
le distese dei prati…

 

7. Ti guardo dalla finestra di Chandra Livia Candiani

Ti guardo dalla finestra:
semini bellezza che respira
tinta che fa
ondeggiante il mondo,
intimo l’aperto,
sorridi mentre corri,
lunga e distesa
cadi e sei silenzio.
Come è sonora
la tua mutezza,
Articola un bene
che è equanime accoglienza
senza altra scelta bene
tutto bene
senza possibilità d’altro.
Contatto avvenuto contatto,
neve.

 

8. Nevicata di Ada Negri

Sui campi e su le strade
Silenziosa e lieve,
Volteggiando, la neve
Cade.

Danza la falda bianca
Ne l’ampio ciel scherzosa,
Poi sul terren si posa
Stanca.

In mille immote forme
Sui tetti e sui camini,
Sui cippi e nei giardini
Dorme.

Tutto dintorno è pace:
Chiuso in oblìo profondo,
Indifferente il mondo
Tace.

Ma ne la calma immensa
Torna ai ricordi il core,
E ad un sopito amore
Pensa.

 

9. La perfezione della neve di Andrea Zanzotto

Quante perfezioni, quante
quante totalità. Pungendo aggiunge.
E poi astrazioni astrificazioni formulazione d’astri
assideramento, attraverso sidera e coelos
assideramenti assimilazioni
nel perfezionato procederei
più in là del grande abbaglio, del pieno e del vuoto,
ricercherei procedimenti
risaltando, evitando
dubbiose tenebrose;saprei direi.

Ma come ci soffolce, quanta è l’ubertà nivale
come vale: a valle del mattino a valle
a monte della luce plurifonte.
Mi sono messo di mezzo a questo movimento -mancamento
radiale
ahi il primo brivido del salire, del capire,
partono in ordine, sfidano: ecco tutto.
E la tua consolazione insolazione e la mia ,frutto,
di quest’inverno, allenate, alleate,
sui vertici vitrei del sempre, sui margini nevati
del mai-mai-non-lasciai-andare,
e la stella che brucia nel suo riccio
la castagna tratta dal ghiaccio
e tutto – e tutto eros, tutto libertà nel laccio
nell’abbraccio mi sta: ci sta,
ci sta all’invito, sta nel programma, nella faccenda.

Un sorriso, vero? E la vi(ta) (id-vid)
quella di cui non si può nulla, non ipotizzare,
sulla soglia si fa (accarezzare?).
Evoè lungo i ghiacci e le colture dei colori
e i rassicurati lavori degli ori.
Pronto. A chi parlo? Riallacciare.
E sono pronto, in fase dell’immortale,
per uno sketch-idea della neve, per un suo guizzo.
Pronto.

Alla, della perfetta.
«È tutto, potete andare.»

 

10. La neve di Gabriele D’Annunzio

Scendi con pace,
o neve: e le radici
difendi e i germi.
che daranno ancora
erba molta agli armenti.
all’uomo il pane.
Scendi con pace, si che al novel tempo
da te nutriti, lungo il pian ridesto,
corran qual greggi obbedienti i fiumi.

Il lato umano del freddo: tra pupazzi e nostalgia

Continuiamo la selezione con i brani che parlano di personaggi indimenticabili, come i pupazzi di neve, e di quella sensazione di protezione che si prova tra le mura di casa quando fuori tutto tace.

11. Il pupazzo di neve di Jacques Prévert

Nella notte dell’inverno,
galoppa un grande uomo bianco.
È un pupazzo di neve
con un pipa di legno
un grande pupazzo di neve
perseguitato dal freddo.
In una piccola casa
entra senza bussare
e per riscaldarsi
si siede sulla stufa rovente
e sparisce d’un tratto
lasciando solo lo sua pipa
in mezzo ad una pozza d’acqua
ed il suo vecchio cappello.

 

12. L’omino di neve di Gianni Rodari

L’omino di neve,
guardate che caso,
non ha più naso
Vorrei imitare
questo paese
adagiato
nel suo camice
di neve.
e ha solo un orecchio:
in un giorno di sole
è diventato vecchio!
Chi gli ha rubato un piede?
È stato il gatto,
bestia senza tatto.
Per un chicco di grano
una gallina
gli becca una mano.
Infine, per far festa,
i bambini
gli tagliano la testa.

 

13. Sonetto d’inverno di Ada Negri

Cade la neve a falde larghe e piane
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce, non un fil di vento,
non echi a le casupole montane.

Nei boschi e su le immote alpi lontane
ogni soffio di vita sembra spento:
sotto il bianco lenzuolo è un sognar lento
di piante, d’erbe e di tristezze umane.

Qui, nel camino, ardon le fiamme a spire:
tu mi sorridi: io penso, amico mio,
che dolcezza ha in quest’ora il nostro nido.

Cerco il tuo labbro che non sa mentire,
mi stringo al cor che non conosce oblio,
m’abbandono tremante al petto fido.

 

14. Nevicata di Guido Gozzano

Dalle profondità dei cieli tetri
scende la bella neve sonnolenta,
tutte le cose ammanta come spettri:
scende, risale, impetuosa, lenta.
Di su, di giù, di qua, di là s’avventa
alle finestre, tamburella i vetri…
Turbina densa in fiocchi di bambagia,
imbianca i tetti ed i selciati lordi,
piomba, dai rami curvi, in blocchi sordi…
Nel caminetto crepita la bragia…

 

15. Notturno invernale di Antonia Pozzi

Così lieve è il tuo passo, fanciullo,
che quasi non t’odo,
dietro me, sul sentiero.
E così pura è l’ora, così puro
il lume delle grandi stelle
nel cielo viola
che l’anima schiarisce
dentro la notte
come i tetri pini che albeggiano
nel biancore della neve.
Un alto sonno tiene la foresta
ed i monti
e tutta la terra.
Come una grazia cade
dal cielo il silenzio.
Ed io ti sento l’anima battere,
dietro il silenzio,
come un filo vivo di acque
dietro un velo di ghiaccio –
e il cuore mi trema,
come trema il viandante
quando il vento gli porta
attraverso la notte
l’eco d’un altro passo
che segue il suo cammino.
Fanciullo, fanciullo,
sopra il mio cammino,
che va per una landa senza ombre,
sono i tuoi puri occhi
due miracolose corolle
sbocciate a lavarmi lo sguardo.
Fanciullo, noi siamo
in quest’ora divina
due rondini che s’incrociano
nell’infinito cielo,
prima di mettersi in rotta
per plaghe remote.
E domani saremo
soli
col nostro cuore
verso il nostro destino.
Ma ancora, nel profondo, tremerà
il palpito lontano delle ali sorelle
e si convertirà
in nuova ansia di volo.

16. Nevicata di Giovanni Pascoli

Nevica; l’aria brulica di bianco;
la terra è bianca; neve sopra neve;
gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco:
cade del bianco con un tonfo lieve.
E le ventate soffiano di schianto
e per le vie mulina la bufera;
passano bimbi: un balbettio di pianto;
passa una madre: passa una preghiera.

 

17. La Neve che mai si accumula di Emily Dickinson

La Neve che mai si accumula –
La transitoria, fragrante neve
Che arriva una sola volta l’Anno
Morbida s’impone ora –

Tanto pervade l’albero
Di notte sotto la stella
Che certo sia il Passo di Febbraio
L’Esperienza giurerebbe –

Invernale come un Volto
Che austero e antico conoscemmo
Riparato in tutto tranne la Solitudine
Dall’Alibi della Natura –

Fosse ogni Tempesta così dolce
Valore non avrebbe –
Noi compriamo per contrasto – La Pena è buona
Quanto più vicina alla memoria –.

 

18. Primo Gelo di Gianni Rodari

Filastrocca del primo gelo:
gela la neve caduta dal cielo,
gela l’acqua nel rubinetto,
gela il fiore nel vasetto,
gela la coda del cavallo,
gela la statua sul piedistallo.

Nella vetrina il manichino
trema di freddo, poverino;
mettetegli addosso un bel cappotto,
di quelli che costano un terno al lotto:
finché qualcuno lo comprerà
per un bel pezzo si scalderà.

 

19. Se la vita è un fiocco di neve di Marco Balzano

Se la vita è un fiocco di neve
che nessuno è uguale ad un altro
prova della natura mortale
perfetta nella sua inconsistenza.
Se la vita è un fiocco di neve
imparare si deve a restare senza
a capire che tempo vuol dire cadere
morire finire sopra altra neve.
Nessun segreto, nessuna congettura:
il fiocco, il mucchio, lo specchio di luce.

 

Giosuè Carducci, Nevicata

Lenta fiocca la neve pe ‘l cielo cinereo: gridi,
suoni di vita più non salgono da la città,
non d’erbaiola il grido o corrente rumore di carro,
non d’amor la canzon ilare e di gioventù.
Da la torre di piazza roche per l’aere le ore
gemon, come sospir d’un mondo lungi dal dì.
Picchiano uccelli raminghi a’ vetri appannati: gli amici
spiriti reduci son, guardano e chiamano a me.
In breve, o cari, in breve – tu càlmati, indomito cuore –
giù al silenzio verrò, ne l’ombra riposerò.

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