la poesia di Pessoa

Pessoa: “Il mio sguardo è nitido come un girasole” una poesia per ripartire

La poesia può regalarci i segreti per affrontare la vita. "Il mio sguardo è nitido come un girasole" di Pessoa ci offre una nuova visione per ripartire.
Pessoa - Il mio sguardo è nitido come un girasole

Fernando Pessoa ci regala una poesia che suggeriamo di leggere. “Il mio sguardo è nitido come un girasole” è una poesia scritta nel 1914. Fa parte di una collezione “Il Guardiano di greggi composta da più di 30 poemi, sotto l’eteronimo di Alberto Caeiro: il suo grande Maestro spirituale. Un personaggio completamente inventato, animato da un’ispirazione dalla matrice quasi divina, o forse sarebbe meglio dire mistica che per Pessoa rappresenta il detentore assoluto della verità primitiva, privo delle sovrastrutture religiose e intellettuali.

Ciò che colpisce della poesia di Pessoa è che sembra scritta per affrontare la ripartenza dopo i giorni di isolamento dovuti alla pandemia da Coronavirus. “Il mio sguardo è nitido come un girasole” ci avverte che “E quel che vedo in ogni istante, è quello che mai prima io avevo visto, e me ne accorgo molto bene…

Pessoa, guardare alla vita con maggiore ingenuità

Nella Lettera sulla genesi degli eternomini, del 13 gennaio del 1935,  nella quale Pessoa rispondeva all’intervista del critico amico Adolfo Casais Monteiro, Pessoa scrive che Alberto Caeiro “insegna a disapprendere: ossia a disimparare, liberandosi della filosofia, della metafisica, frutti perniciosi del pensiero, che non hanno portato a nulla, in un momento in cui l’epoca dimostra il completo crollo di ogni certezza e verità.”

Un invito quindi ad affrontare la vita in modo più semplice, più naturale, più istintivo. Ripulirsi dalle sovrastrutture può aiutare a vedere ciò che ci circonda in modo più ingenuo, più immaturo, con “lo stupore essenzialeche avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero…”

“Il mio sguardo è nitido come un girasole” – Fernando Pessoa

Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l’abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me…
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero…
Mi sento nascere a ogni momento
per l’eterna novità del Mondo…

Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire…
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un’infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso…

Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l’amo, e l’amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare…

Amare è l’eterna innocenza,
e l’unica innocenza è non pensare…

 

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